«Il nome Benedetto»
Anselm Grün, Germania

21 marzo, festa del santo abate, patrono principale d'Europa

Storicamente sappiamo ben poco su San Benedetto. Si suppone che abbia vissuto tra il 480 e il 549. Dopo alcuni anni da eremita, fondò delle piccole comunità a Subiaco. Quando un sacerdote della zona si mostrò invidioso per i molti giovani riunitisi attorno a Benedetto, questi scelse di spostarsi a Monte Cassino, dove fondò un monastero in cima alla montagna. Scrisse una regola per la sua comunità, una regola caratterizzata dalla saggezza e dall'amore per la persona.
Papa Paolo VI ha nominato San Benedetto Patrono d'Europa.

Esteriormente, Benedetto non ha cambiato il mondo. Ma la comunità che fondò nel mezzo di un periodo turbolento di migrazioni di popoli, divenne un fattore di stabilizzazione per il periodo del VI secolo. E le numerose comunità che - soprattutto sotto Carlo Magno - adottarono la regola di Benedetto come punto di riferimento, hanno caratterizzato il quadro dell'Occidente. Si tratta innanzitutto della cultura della convivenza. Egli chiedeva ai suoi monaci di vedere Cristo in ogni fratello e sorella. Questo condusse ad un nuovo approccio con la persona in Europa, a quel riconoscimento della dignità di ciascuno e al rispetto del mistero che ogni essere umano porta dentro di sé.

In questo approccio reciproco rientrano anche i princìpi sulla direzione che Benedetto affidò all'abate e al cellerario come direttore amministrativo del monastero. I figli di prìncipi del Medioevo venivano allevati secondo questi precetti. E anche oggi, nel mondo economico si scorge un nuovo interesse a dirigere le persone secondo il modello guida di San Benedetto. Molti manager e imprenditori hanno scoperto che un semplice orientamento al profitto non apre la porta al futuro: ciò è possibile solo con il rispetto delle persone e la capacità di destare la vita in ciascuno.

Un altro principio che ha portato conseguenze positive per l'Europa è stato "ora et labora". Ha sviluppato una cultura del lavoro non solo in campo agricolo ma soprattutto nel settore artigianale. Il capitolo di Benedetto sugli artigiani, gli "artifices", gli artisti che sanno formare dalle cose di questo mondo oggetti utili, ha forgiato le corporazioni medievali.

E Benedetto ha forgiato la formazione del Medioevo. La scuola del Signore, fondata da Benedetto per i propri monaci, divenne presto anche scuola per molti giovani e centro di formazione per l'Europa. Qui veniva trasmessa la sapienza degli antichi. I benedettini non hanno solo studiato la Sacra scrittura ma anche i filosofi e i poeti greci e latini. Essi volevano che i monaci si impadronissero dell'arte della lingua per poter lodare Dio anche in una lingua colta. In questo modo, i monasteri divennero centri di formazione e di arte e cultura elevate.

Di Benedetto, Papa Gregorio Magno lodava soprattutto il dono della saggezza e della misura. Nei nostri tempi in cui non solo usiamo il Creato senza alcuna misura, ma in cui anche le pretese verso noi stessi e la società sono senza misura, proprio la virtù della misura sarebbe un rimedio per le persone e per la convivenza. La spiritualità umile e allo stesso ottimista di Benedetto, che si mostra concretamente nell'atteggiamento con gli altri e nel contribuire a dar forma a questo mondo, sarebbe un rimedio anche per i nostri tempi. La spiritualità di Benedetto è una spiritualità terrena, che forgia questa terra, legandosi al modo in cui viviamo e lavoriamo. Se oggi daremo forma all'Europa attingendo alla fonte della spiritualità benedettina, potremo essere certi che la convivenza pacifica in Europa e il modo in cui l'Europa opera nel mondo potranno essere il lievito per tutto il mondo. E allora diverrà realtà il significato del nome Benedetto: che l'Europa diventi una benedizione per questo mondo.
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[Fonte: SIR 21 marzo 2007]

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