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In ricordo di P. Enrico Zoffoli 16 giugno 1996 - 16 giugno 2008



Non temere!

(Preghiera riparatrice di P. Enrico Zoffoli)

Ges¨, Verbo incarnato, Dio come il Padre, mi compiaccio della Tua felicitÓ infinita ed eterna, che nessuno degli orrori di questo mondo ha mai potuto e potrÓ alterare.

Mi rallegro pensando che - Risorto e Glorioso - vivi in una sovrana condizione di impassibilitÓ che, invece di renderTi indifferente alle nostre sciagure, Ti consente di essere e rivelarTi sempre pi¨ misericordioso con tutti.

Mi conforta la certezza che sotto le specie eucaristiche la tua umanitÓ resta invulnerabile nonostante la brutale violenza delle profanazioni a cui ti esponi, la glaciale freddezza del nostro comportamento, l'insopportabile disinvoltura del nostro modo di trattarTi, la volubilitÓ dei nostri umori, la tempesta dei nostri dubbi, gli scandali con i quali ritardiamo e spesso assecondiamo il cadere di molte anime che Ti cercano.

Nei nostri Tabernacoli, l'ineffabile modo di essere "secondo la sostanza" della Tua realtÓ umana ti rende inattaccabile; le specie sacramentali Ti fanno da schermo contro ogni satanico tentativo di offenderTi, di umiliarTi...

Possono imbrattare, trafiggere, calpestare, incenerire soltanto l'involucro della proprietÓ del pane, mai per˛ Te che - per essa - sei presente, commiserando la nostra inguaribile cecitÓ interiore; sempre disposto ad attendere la nostra resa alla tua sovrumana pazienza.

Mi sembrano gravi certe responsabilitÓ del clero, in alto e in basso, nel cedere ad una equivoca pietÓ eucaristica in cui s'annidano illusioni della fantasia ed insidie del sentimento, scarso spirito di fede ed insofferenza della disciplina ecclesiale... Ma, soprattutto, il folle impulso irenista di assimilare la Liturgia cattolica della "Transustanziazione" e del "Sacrificio" al culto protestante della "Cena comunitaria" e della pura "memoria" della Croce.

So che gli elementi essenziali del dogma sono salvi; ma l'intelligenza del "Tuo Mistero" Ŕ resa stranamente confusa, scialba, sterile dalla "presa" di mani non consacrate, che inseriscono il Dono dei Doni nel contesto di ogni banale pasto umano, terminando il processo di desacralizzazione che cerca di dissolvere il cristianesimo.

Ma Tu resti sempre il "Pane degli angeli": l'insipienza dei pastori indegni e dei fedeli esaltati non ti raggiunge; la gigantesca ondata delle nostre irriverenze non potrÓ mai travolgerTi...

In questo momento di oscuritÓ e di apostasia mi sento a Te vicino, non per consolarmi, ma per inabissarmi e restare ancorato nel fondo del Tuo amore immenso, onnipossente, che ha giÓ vinto il mondo.

La mia angoscia, offerta come partecipazione alla Tua agonia redentrice, contiene in germe il tuo stesso immancabile trionfo sulla pervicacia umana.

Tu, che sei la stessa Gioia sussistente, concedimi che tale angoscia, per quanto amara, sia almeno serena, perseverante, meritoria, mitigata dalla dolcezza del Tuo sguardo, premiata col dono di una fiducia sempre filiale delle Tue promesse.

Amen

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