Sono passati pochi giorni dalla sua creazione a cardinale e per il porporato tedesco
Walter Kasper arriva ora la presidenza del Pontificio Consiglio per la promozione
dell'unità dei cristiani, di cui già era segretario. Ieri il Papa lo ha nominato alla
carica, accettando le dimissioni per raggiunti limiti di età del predecessore, il
cardinale australiano Edward Idris Cassidy.
Kasper, che compirà 68 anni
proprio domani, è un teologo di fama mondiale. Ma ha anche avuto incarichi pastorali: in
patria è stato, infatti, vescovo della diocesi di Rottenburg-Stoccarda per 10 anni, dal
1989 fino al 1999. Nel marzo di quell'anno il Papa lo aveva, infatti, chiamato
all'incarico di segretario del dicastero vaticano di cui ora diviene primo responsabile.
È stato tra i teologi
cattolici più impegnati nel dialogo con la Chiesa luterana, che ha portato alla firma
nell'ottobre del 1999 ad Augusta, in Germania, della Dichiarazione comune sulla dottrina
della giustificazione.
Sul futuro dell'ecumenismo il
neocardinale ha scritto un articolo pubblicato proprio sull'ultimo numero della rivista
«Il Regno», nel quale sottolinea sì le difficoltà del cammino verso l'unità, ma
definisce questo allo stesso tempo «una scelta irreversibile». E «chi volesse ritornare
alla situazione del passato non solo avrebbe perso la testa, ma sarebbe stato abbandonato
dallo Spirito Santo».
Sempre ieri, Giovanni Paolo II ha nominato anche il nuovo segretario del dicastero
preposto al dialogo ecumenico: è il 56enne canadese padre Marc Oullet, che il Papa ha
contemporaneamente elevato a vescovo. Oullet, sacerdote dal 1968, fa parte dal 1970 della
provincia canadese della Compagnia dei sacerdoti di San Sulpizio. È stato consultore
della Congregazione per il clero dal 1995 al 2000.
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