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Vi mostriamo un'immagine
che ci appare blasfema o quanto meno sta a
dimostrare che, se la Chiesa di Cristo è
fondata sulla SS Trinità, quella di Kiko è
davvero una costruzione solo umana fondata su
tre persone distinte (non uguali). E non
possiamo fare a meno di sottolineare la
inqualificabile sfrontatezza, con cui Kiko ha
sfigurato la stupenda opera di Rublëv,
mettendo al posto dei santi Angeli che
rappresentano le tre Persone divine, le figure dei
tre responsabili ai vertici del cammino,
ignorando e cancellando anche il resto dello
stupendo simbolismo di Rublëv .... Cliccare
sull'immagine, per credere ... Nella migliore delle ipotesi le somiglianze stigmatizzate denotano un pessimo gusto, ma ciò che maggiormente colpisce e lascia assai perplessi, è la scritta in alto ad opera dell'autore dell'icona, che così recita: "TRINITÀ = COMUNITÀ, LITURGIA, PAROLA".
La scritta è inequivocabilmente blasfema,
perché riduce la Trinità (dogma cardine del
nostro Credo) al cosiddetto
"tripode" su cui si fonda il cammino
neocatecumenale (appunto: comunità, liturgia,
parola) Quanto sia fuorviante questo messaggio subliminale blandito attraverso l'icona è presto detto ed evidente anche ai più sprovveduti: com'è possibile confondere (volutamente) la sostanza della Trinità (Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo) con i tre canoni di una prassi di derivazione umana? Per non parlare delle tre persone dei responsabili del Cammino riprodotte nell'immagine sacra! Riflettendo, crediamo che se si obiettasse questa marchiana svista a Kiko, egli direbbe più o meno che nell'icona delle tre persone (una delle quali visibilmente femminile - né ciò potrebbe essere mascherato, in quanto gli altri due personaggi sono visibilmente maschili, quindi non si tratta dei tre angeli asessuati di Rublev - ) egli non ha voluto affatto rappresentare la Trinità, ma piuttosto un'allegoria... ecc..ecc... del Tripode su cui si fonda il Cammino. La risposta sarebbe sicuramente questa. Sappiamo però bene che dall'equivoco voluto nasce il fraintendimento e si istilla nelle menti dei piccoli e dei semplici quello che evidentemente vorrebbe essere uno dei nuovi dogmi (tra i tanti) di derivazione NC.
Segnaliamo un'altra strana ambiguità Si tratta di un'altra opera, rispetto a quella di cui abbiamo parlato sopra, ma nulla cambia del nostro giudizio, anzi dobbiamo rilevare un'altra per noi aberrante ambiguità. Ci chiediamo cos'ha a che fare con la sacra Famiglia di Nazaret, titolo dato all'icona e interpretazione che riportiamo testualmente, con la reiterata raffigurazione dei volti dei 'vertici' del cammino dichiaratamente identificati come Cristo, Maria e Giuseppe, in luogo di quelli degli Angeli di Rublëf, che raffigurano le Tre Persone della SS Trinità... Il sito Neocatecumenale www.sstrinita.org
alla pagina [inizio citazione]
L'icona della Santa Famiglia di Nazaret
riprende nello schema compositivo quella
celeberrima della Trinità di Adrej Rublev
(raffigurata anche in un mosaico absidale
nella cripta parrocchiale) dove viene
raffigurato l'episodio biblico
dell'ospitalità di Abramo. Nel Libro della
Genesi si legge che apparvero ad Abramo e Sara
tre angeli per annunciare loro la nascita di
un figlio; i Padri e tutta la tradizione della
chiesa hanno sempre visto in questo episodio
una prefigurazione della Trinità.
"Poi il Signore apparve a lui (Abramo)
alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva
all'ingresso della tenda nell'ora più calda
del giorno. Egli alzò gli occhi e vide tre
uomini stavano in piedi presso di lui. Appena
li vide, corse loro incontro dall'interno
della tenda e si prostrò fino a terra,
dicendo: Mio Signore, se ho trovato grazia ai
tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti
dal tuo servo." (Gen 18, 1-3) A una prima lettura
sembrerebbe che nel testo "Noi nella
trinità" ed. LIPA, e non "Noi e la
Trinità, cfr. catalogo dell'editrice LIPA in
http://www.lipaonline.org/, il Cardinale Tomas
Spidlik, gesuita, approvi la scelta di Kiko di
raffigurare la Sacra Famiglia come la Trinità
di Rublëv. In realtà Spidlik descrive tutt'altra
immagine, una S. Famiglia con la scritta:
"la trinità sulla terra", e parla
di riflesso della vita trinitaria nel
matrimonio cristiano, che si può considerare
come piccola Chiesa: è tutt'altro, mi pare, e
sono convinto che il cardinal Spidlik, da
ottimo conoscitore dell'arte cristiana
ortodossa qual'è, non potrebbe che inorridire
di fronte al rifacimento ideologico kikiano
della nota icona.
Noi siamo cattolici e questo abuso della sacralità dell'immagine ci offende, come pure ci offende l'uso 'ingannevole' della citazione di Spidlik. Non ci spieghiamo come mai nessun sacerdote, nessun altro fedele delle Chiese in cui queste immagini fanno bella nostra di sé non abbia avuto mai nulla da obiettare...
E ancora... Vi invitiamo a guardare quest'altra immagine. Dovremmo trovarci in una Cappella, ci dicono la cripta della Parrocchia della SS. Trinità di Piacenza. Che si tratti di una Cappella ce lo fanno pensare tanti simboli liturgici: il cero pasquale, in primis; la 'mensa' - anche se non è l'altare - per le celebrazioni; la grande icona della Trinità che campeggia sullo sfondo. Ma mi dite che c'azzeccano in un'assemblea cattolica le due enormi menorah ai lati? Notate, inoltre, sulla sinistra, la grande 'croce astile' neocatecumenale disegnata da Kiko [vedi] e presente in tutti i suoi incontri? Che senso dobbiamo darle, visto che è presente e visibile, a destra, un crocifisso? E c'è un Grande Assente: il Tabernacolo!!!
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| Pagina inserita 10 luglio 2006 | ||||||||||||||||||||||