Giov 10,1

«In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante.»

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Testimonianze 'esterne'

Indice della sezione:

:: [Testimonianze esterne]  -  [pagina 2]

:: [Testimonianze di Sacerdoti]

:: Testimonianze di ex appartenenti al CN -  [pagina 2]

:: [Dialogo e riflessione comune]

Pubblichiamo alcune testimonianze "esterne"

Le più recenti: le prime tratte dal nostro Weblog e dalla corrispondenza dei nostri lettori, la successiva dal Forum Cattolici romani:

>>continua a Pagina 2

Leggendo i testi del Cammino disponibili in rete, rimane confermata e rafforzata la nostra originaria convinzione. Siamo in presenza di una setta eversiva il cui assunto fondamentale è la divulgazione di una nuova religione, in sostituzione di quella professata dalla Chiesa cattolica.

Propedeutica a tale assunto è la demolizione della Chiesa nei dogmi, nei simboli, nella dottrina, nei rituali.In sostanza Kiko nega che la Chiesa sia una, santa, cattolica, apostolica. Nelle catechesi neocatecumenali si trovano riferimenti alla necessità di superare una Chiesa incrostata e statica.

Per Kiko la Chiesa è una "cosa" soltanto "sacramentale", che si è istituzionalizzata(cfr. "Orientamenti alle equipe dei catechesti per la fase di conversione", Or, pag. 167).

Dice anche che nella Chiesa non si entra giuridicamente, ma di fatto, per mezzo del Battesimo, dimenticando che esso è regolato da norme con effetti giuridici in chi lo riceve (CCC nn. 782 e 1213).

Sono anche affermate la negazione della presenza reale di Cristo nell'Eucaristia e che la messa sia un vero sacrificio (Or., pag. 305) Così come è affermato che Cristo non è un modello da seguire, con la scusa della sua irraggiungibilità.

Ed è ribadita l'identificazione del Cammino con la stessa Chiesa: "Non è vero che tutti siamo figli di Dio. Gli uomini sono creature di Dio, ma non figli. Figlio è colui che ha realmente la natura divina dentro. In realtà soltanto è figlio di Dio colui nel quale vive Dio e lo dimostra amando come Dio. Questi sono la Chiesa, coloro che sono figli di Dio di fatto, perché Dio ha dato loro la sua propria natura, lo Spirito Santo ..... E questi sono la Chiesa."(I Scrut. pag. 96-97)

Bastano già queste affermazioni per mettere Kiko e il suo movimento fuori della Chiesa, senza indugi. Allora, perchè si sta ancora a discutere di dettagli, quando il corpo principale della predicazione di Kiko è completamente anti-cattolico, contro la Chiesa, contro il suo Magistero, contro i suoi fedeli?

Viene il dubbio che la Chiesa, sentendosi ancora in colpa verso Lutero per non esser riuscita a contenere e neutralizzare la sua dottrina all'origine del protestantesimo, voglia rimediare oggi con Kiko adottando quella tolleranza che non ci fu nel periodo della Riforma e Controriforma.

Occorre riflettere invece sul fatto che se la Chiesa fosse scesa a compromessi con Lutero, questi avrebbe probabilmente seguito lo stesso percorso di Kiko: restare per demolire la Chiesa dall'interno con la propria predicazione eretica e sovversiva.
Morale che ne deriva: tolleranza zero!

Di Aloisius 20 luglio, 2007 14:59

Penso che il CN sia frutto di molta furbizia e non di quella menzionata nel vangelo che esortava i cristiani a farsi furbi nei confronti dei lupi. Vi siete resi conto dell'impalcatura del CN? Ci rendiamo conto dei sotterfugi per tenere nascosti gli interventi di correzione.

Circa una quindicina di anni fa comparve, su un settimanale, un articolo di testimonianze e relativo commento che dichiarava il CN una formazione settaria e molto pericolosa per la Chiesa. Qualcuno, mattiniero, che aveva comperato il settimanale iniziando a commentare quello che per il piccolo comune in cui abitava era motivo di dubbi e non accettazione come proposta di cammino cattolico, sparse la voce di quanto dava ragione a una buona parte di parrocchiani... Ebbene sparirono le copie da tutte le edicole. Non solo quelle del nostro paese ma di tutte le edicole del territorio. Ci dovemmo fare le fotocopie per poterci riflettere e vedere che le perplessità di molti di noi collimavano ed anche le testimonianze.

TUTTE LE COPIE SCOMPARVERO! ... E non per miracolo...

È una falsa proposta di cammino perchè non ti porta da nessuna parte anzi ti fa deragliare. Molti sono convinti di fare e pensare come da Catechismo di Chiesa cattolica ed invece non è così. Ma solo il comportamento di "impossessamento" della parrocchia e sostituzione del cammino alla organizzazione cattolica, vi sembra niente?

Se c'è una cosa che sanno fare è comandare ma non certo ubbidire se non per ottenere di più. Sono i dracula delle parrocchie! Dio ce ne scampi!

Di Renata 19 luglio, 2007 14:49

Vi propongo un promemoria di riflessione sulle sette principali aberrazioni del Cammino neocatecumenale:

1 - le eresie teologiche e dottrinali negli orientamenti alle equipe dei catechisti predicate da Kiko e Carmen;

2 - gli stravolgimenti liturgici, i rivolgimenti simbolici, le innovazioni sacrileghe apportate ai luoghi e spazi della fede;

3 - il carattere segreto, separatista ed elitario del Cammino neocatecumenale rispetto alla vita pubblica e comunitaria delle parrocchie;

4 - la personalità repressiva, fanatica, malevole dei catechisti;

5 - la metodologia inquisitoria, vessatoria e prevaricatrice nei confronti degli adepti;

6 - gli effetti dannosi sulle famiglie coinvolte direttamente o indirettamente nel Cammino neocatecumenale;

7 - le conseguenze nefaste sulla organizzazione stessa della Chiesa, sul suo magistero e sul ruolo dei suoi ministri.

Noi tutti sappiamo, per averle ampiamente affrontate, che tutte queste aberrazioni sono l'essenza stessa del Cammino, il nocciolo duro della sua fisionomia eretica, anticattolica, anticristiana.

Tutti gli infingimenti, i mascheramenti, le coperture, i megaraduni, le "chiamate" e le "alzate" vocazionali non minimizzano la gravità e la assoluta maleficità di queste aberrazioni fondamentali.

Ad esse se ne aggiunge altresì una ottava, immanente all'attività stessa del Cammino: la ricerca spasmodica di denaro per la maggior gloria e le attività del movimento. Denaro captato, richiesto, finanche estorto agli adepti con l'arte del convincimento subdolo o della coercizione psicologica, come ci raccontano le testimonianze raccolte. Tutt'altro dell'8 per mille liberamente devoluto alle opere benefiche della Chiesa nel mondo!

Troppo grande dunque è la responsabilità che ricade sui vertici ecclesiali, in primis sul Papa, in merito alla dibattuta questione dell'ingresso ufficiale nella Casa del Signore di un movimento poggiato su un tale coacervo di aberrazioni.

È questo essenzialmente il motivo profondo dei temporeggiamenti sullo statuto e sui direttori catechetici. Nessuno nelle gerarchie vuole prendersi la responsabilità, davanti a Dio, alla propria coscienza e al mondo, di aver compartecipato fattivamente al decadimento e alla corruzione della sua Santa Dimora, senza averci visto chiaro e a fondo sulla vera natura del Cammino. Lo sappiamo tutti infatti qual è la pena per un simile peccato: l'eterna condanna.

Meglio sarebbe per tutti la messa al bando, certamente non semplice, eppure necessitata del Cammino neocatecumenale, ottenendosi con ciò di riportare ordine nelle parrocchie e nella Chiesa, allo stesso tempo rivolgendo un messaggio forte a tutti gli altri movimenti ecclesiali in vena di eccessi autarchici.

Ma la Chiesa avrà la forza di adottare una tale drastica decisione o sarà ricercata ancora una volta la temperanza ed il compromesso pur in presenza di rischi evidenti e rilevanti?

Di Arbiter 03 luglio, 2007 23:16

Leggendo i vari interventi dei NC su questo blog, vi si colgono vari sentimenti: insofferenza per "l'accanimento" verso il Cammino neocatecumenale, negazione delle eresie da esso perpetrate, difesa della sostanziale bontà del Cammino, ammissione di anomalie e negatività individuali ma non dell'intero movimento.

Qualcuno dei NC, tra l'incredulo e l'ingenuo, si chiede come sia stato possibile che la Chiesa, dopo duemila anni, si sia lasciata contaminare da un'eresia così evidente, se fosse vero quanto qui denunciato.

Si può capire questa difficoltà di comprensione del fenomeno negli aderenti al Cammino. La loro è una visione dal di dentro della gabbia , e poiché non hanno il dono dell'ubiquità, gli riesce difficile assumere un punto di vista altro, problematizzante.

Allora, dobbiamo cercare di spiegare loro che per duemila anni la Chiesa si è difesa bene dalle eresie perchè venivano dall'esterno, erano ben individuate e presto isolate, non godevano di appoggi della gerarchia, non si basavano su elementi allora ignoti ed oggi tipici della società attuale quali lo studio psicologico delle dinamiche di massa, il condizionamento subliminale, la spettacolarizzazione, la reiterazione rituale, il mascheramento simbolico, ecc. ecc.

Non credo affatto che il Cammino neocatecumenale sia nato per caso o per ispirazione divina. Anzi, alla base di esso vi deve essere stato un odio profondo per le norme, per i dogmi, per la gerarchia romana.

Nessuno che fosse sano di mente, che non fosse cioè preda di una incontenibile megalomania e di un fanatismo straordinario poteva pensare di mettere mano non ad uno ma addirittura alla intera dottrina della Chiesa!

Come tutti i folli lucidi, Kiko e Carmen sapevano quel che facevano nel momento in cui andavano a stravolgere le verità di fede della Chiesa, teorizzando nuove prassi, nuovi riti, nuovi simboli.

E, ben sapendo che la loro teorizzazione se scoperta prematuramente, li avrebbe bollati senza scampo, hanno mantenuto segrete le loro teorizzazioni blasfeme fin che è stato possibile: fin cioè a radicare il Cammino nel corpo della Chiesa lungo un quarantennio e farlo accettare dallo stesso Papa. Nel frattempo, buttando fumo negli occhi con le vocazioni, le missioni, il ritorno dei "lontani", ecc.

I capi del Cammino, come tutti i leader fanatici delle sette religiose, sono allo stesso tempo dei ferventi credenti delle loro stesse eresie e degli scaltri pianificatori della pubblicizzazione del loro movimento.

Le due cose non sono antitetiche: uno che è convinto di dover rifondare la Chiesa e diventarne la guida carismatica più dello stesso Papa non bada ai dettagli (anomalie, vessazioni, abbandòni traumatici, divisioni nelle parrocchie, ecc.) se il disegno ultimo è così importante...

Ciò spiega l'indifferenza per le contraddizioni, le anomalie, le sofferenze che la loro creatura sta generando nella comunità dei credenti. Ripeto: il loro disegno è talmente importante ai loro occhi da far passare in secondo piano qualsiasi altra cosa.

E se vogliamo dirla proprio tutta, l'unico segnale veramente positivo che potrebbe arrivare da Kiko - ma esso è completamente nelle mani del Signore - è che si recasse dal Papa, si inginocchiasse ai suoi piedi e gli chiedesse perdono per il male arrecato alla Chiesa. Provvedendo contestualmente a sciogliere il Cammino neocatecumenale e a ritirarsi in meditazione in un monastero fino alla fine dei suoi giorni.

Se facesse ciò, noi potremmo esser certi che Kiko Arguello abbia abbandonato i sentieri del Demonio e sia ritornato alla Casa del Signore... Ma è solo una ipotesi, probabilmente vana.

Di Arbiter 22 maggio, 2007 20:20

non so se esistano gli estremi giuridici canonici per dire che non va rinnovato (nuovamente ad experimentum) lo Statuto. Il problema non è quante sperimentazioni vengono concesse, ma il loro risultato pratico. Voglio dire che un rinnovo "ad experimentum" dello Statuto per altri 5-10-25 anni giuridicamente non cambia le carte in tavola.

Kiko e Carmen lo sanno bene e per questo devono ricorrere ai mezzucci "mediatici" (500 vocazioni, Family Day, ecc.ecc.)

E ricorrere anche alle menzogne (diranno che la Chiesa ha rinnovato l'experimentum perché sarebbero stati fatti dei "passi avanti", il che sappiamo bene che non è vero, perché la lettera di Arinze e quella dei vescovi della Terrasanta e tutto il resto dimostra che i passi sono in realtà dei "passi indietro").

Purtroppo lo Statuto ha avuto come peggior risultato pratico il far cessare delle critiche scritte ed esplicite dei vescovi italiani (l'ultimo è stato Bommarito, avvento 2001).

La critica dei vescovi della Terrasanta è all'acqua di rose, se confrontata a ciò che scrisse mons.Foresti nel 1986 o ciò che scrisse mons.Bommarito nel 2001.

Tutto ciò che possiamo fare noialtri "formichine" è continuare a lavorare, nel nostro piccolo, affinché nella Chiesa cattolica si discuta, si parli, si ragioni, di tutte le pecche del Cammino.

Nel peggiore dei casi sarà anzitutto un'occasione per ricordare i dogmi della Chiesa, la maestosità della liturgia e dei sacramenti, l'obbedienza al Pontefice, la necessità di farsi vagliare dal successore di Pietro e dai vescovi uniti con lui...

Questo "tam-tam" che parte "dal basso" finirà a poco a poco alle orecchie di vicari generali, responsabili della pastorale, segretari dei vescovi... sarà il passaparola nei corridoi delle curie, la curiosità dei canonici della cattedrale, ecc... fino ad entrare nel passaparola nei corridoi dei vescovi, anche di quelli "sotto ricatto" (o "comprati") dal Cammino.

Qualche ecclesiastico comincerà a chiedersi: "mi conviene ancora chiudere non uno ma due occhi sul Cammino?"

Così, anche gli ecclesiastici più insipidi potrebbero cominciare a ostacolare il Cammino difendendosi con: "ma ormai lo sanno tutti che il Cammino è una setta eretica, non posso compromettermi con i neocatecumenali".

E quella viltà clericale, grazie alla quale il Cammino oggi prospera ancora, si ritorcerà finalmente contro i neocatecumenali.

"Lo sanno tutti". Ecco il punto di arrivo: far prendere coscienza del problema a quanti più cattolici è possibile (e soprattutto agli ecclesiastici dall'ultimo dei parroci in poi).

Il resto verrà da sé, poiché sarà lo Spirito Santo a far "cambiare direzione" alla viltà di quegli ecclesiastici.

Noi combattiamo con le "armi" giuste, e cioè difendendo la Tradizione della Chiesa, seguendone il Magistero, fermi nell'obbedienza al Papa, successore di Pietro, anche nel caso di avere un Papa che non ci va a genio.

Prima che la voglia di sanare un cancro della Chiesa, ci muove l'urgente necessità di salvare le anime nostre e quelle dei neocatecumenali, per quanto ci è possibile nel nostro piccolo.

Di Armando 22 maggio, 2007 20:33

Per come agiscono in Diocesi, i responsabili neocatecumenali sono tutti allineati allo stesso modo di fare.
Come dice Illusen, non reagiscono e non controbattono a nessuna riflessione degli ultimi documenti del Magistero.
Quando fu pubblicato "Redemptionis Sacramentum", ad uno di loro dissi di averlo subito letto e che trovavo giusto quanto sottolineava.
Ebbene la risposta fu: "Sì è vero, il Papa ha fatto bene a far pubblicare questo documento. Perchè, io, una trentina di anni fa ho partecipato a delle celebrazioni senza senso! Ne succedevano di tutti i colori!" In questo modo ha lasciato subito cadere il discorso e questo mentre già sapeva di organizzare tutto come prima.
Questi danno più importanza alla tradizione orale che scritta e per questo motivo imparano le catechesi di kiko a memoria come fosse parola di Dio (è una esplicita richiesta-obbligo, non un optional per i responsabili).
Le stesse testimonianze che portano casa per casa sono imparate a memoria (un piccolo gruppo ha fatto un'indagine dove risulta che ogni esponente che ha proclamato la propria testimonianza era identica, nel senso di frase per frase, a quella "esibita" in altre case).
Le catechesi del primo annuncio sono uguali a quelle che ho ascoltato 20 anni fa.
A chi ha partecipato un anno fa e non ha poi continuato ho sentito dire le stesse frasi e mi ha dato conferma che le catechesi erano organizzate nello stesso modo:
- Dio parla attraverso di loro, non sono loro che parlano ma è Dio che si serve della loro voce,
- il non porre domande o contestazioni o mettere in dubbio citando il CCC era la prima condizione perchè Dio non concede a chi ha poca fede di capire (quindi ti incominciano a mettere in dubbio davanti a tutti gli altri in modo che non parli più per non far sembrare che hai una non fede),
- tu bestemmiatore non puoi offendere Dio perchè "i dardi scagliati in alto ricadranno su di te" (citazione di un salmo), ricadranno su di te, è “come quando uno sputa per aria”.
- il tuo battesimo siccome finora non è stato esercitato (secondo il loro modo di fare) non ha nessun valore,(ad uno straniero che si è fatto battezzare da, uno di loro gli ha detto che anche se fosse stato battezzato da neonato ,siccome non ha praticato la Chiesa, lo avrebbe dovuto rifare...!!!!!)
- se qualche cosa non ti fa partecipare alla catechesi o alla convivenza finale (e questo "qualche cosa" potrebbe essere anche il coniuge) è perchè il diavolo sa che ti può far arrendere attraverso il dovere verso questo "qualche cosa"
-a chi ha dei bimbi piccoli o invalidi in casa da accudire costantemente, dicono di lasciarli perchè in effetti questi ultimi non stanno da soli ma li lasciano con la Provvidenza che provvederà
- ogni volta che c'è un raduno o giornata con il Papa , kiko è in un posto lì vicino e il raduno dei neocatecumenali, dopo che si son fatti vedere dal Papa si sposta da kiko che inciderà con la “sua” catechesi
- i preti li vedono come coloro che devono consacrare e poi devono farsi da parte e con chi possono fanno commenti sprezzanti e “allisciano” i preti consenzienti e partecipanti alle loro celebrazioni solo perchè non potrebbero far entrare le loro liturgie presso il popolo cattolico
- una delle cose più raccomandate è di non dire all'esterno quello che accade lì , con una serie di scuse tipo: “per rispetto”, per non vantarsi con gli altri, perchè gli altri non capirebbero, perchè le perle non si danno ai porci, perchè tu, proprio tu sei stato il chiamato,...

...l'elenco è lungo: vogliono rifarsi all'antico popolo dell'alleanza di Mosè nei comportamenti e nelle liturgie e anche ad un frammisto di altre cose non attinenti alla liturgia cattolica. Siamo di fronte ad una religione nuova: giudaico-protestante-cattolica .Un nuovo sincretismo! E quindi che vuoi che sia spostare l'arca dell'alleanza in peregrinazione?

Vogliamo aspettare la conversione di kiko con carità? Certo. Ma senza la verità a cosa servirebbe? Ad un buonismo di maniera se non addirittura di convenienza. I neocatecumenali disprezzano la nostra carità, non ne hanno bisogno perchè gli eletti non possono esseri inglobati dall'essere inferiore, ma... è sempre il contrario! Sono loro che se ti si avvicinano è perchè ti usano pietà. Dio parla attraverso la loro voce e quindi se incontrano Zaccheo, per salvarlo, gli dicono :- Stasera la salvezza è entrata nella tua casa!.
Penso che non parteciperò più su questo blog, ne vale la pena?, visto che di testimonianze-denuncia ce ne sono a iosa e non sono che la punta di un icerberg. Certo che sarebbe importante sentire le fobie di molti camminanti, delle psicopatie manifestate attraverso comportamenti di un legalismo maniacale, frasi della Bibbia citate in continuazione, pseudo vaticini e frasi deliranti... La mia persona è stata ed è vicina a molti di questi ma per impegno e rispetto non intaccherò questa parte della dignità di ogni persona.
Mi affido alla SS Trinità e invocherò quotidianamente, in unità con la preghiera della Chiesa, che la Verità trionfi.
Pace a tutti, fratelli

Di Sil 15 aprile, 2007 15:33

Cari amici, in tutta franchezza ed umiltà, mi lascia perplesso l’alternarsi di sacro e profano, di serio e di faceto sul blog. Due righe prima ci ritroviamo ad affrontare, con amarezza e angoscia, temi e problemi sanguinosi, che ci toccano nel profondo, che investono il centro della nostra vita e di quella di altri fratelli con cui siamo in confronto anche aspro. Due righe dopo dovremmo ridere per la messa alla berlina di qualche debordante eminenza vicina al “Cammino” o dei suoi stessi fondatori. Est modus in rebus. Non siamo a teatro e non stiamo affrontando argomenti futili. E non è sbeffeggiando l’antagonista che ne sviliremo l’influenza o l’essenza. Ci vuole ben altro. Magari la satira aiuta qualcuno fra noi, per tirare su il morale ed alleggerire la tensione, magari serve ad attirare ed incuriosire gli “avversari” ma, ripeto, non sposta di un millimetro le questioni di fondo. Che restano, come ben sapete, gravi e dirompenti.
Ritorno pertanto su di esse, perché sono la ragione unica del tempo che dedichiamo a questo spazio di confronto e di osservazione su quanto oggi accade dentro la Casa del Signore.
Noi tutti saremo ben felici di accogliere fraternamente ed amorevolmente il "Cammino" neocatecumenale e tutti i suoi aderenti nella comunità cattolica universale. Prima però Kiko Arguello, per la gravità e l’entità complessiva delle offese arrecate alla dottrina della Chiesa ed alla comunità dei fedeli lungo un esteso arco temporale, dovrebbe:
a) ritirare senza indugi i suoi statuti e catechesi
b) inginocchiarsi davanti al Santo Padre, come ogni buon cristiano cattolico, chiedendogli perdono
c) dichiarare sinceramente e solennemente l'accettazione dei cardini della fede cattolica, ovvero:

  • che Gesù Cristo è il figlio di Dio fatto uomo;

  • che il sacrificio di Cristo sulla croce ha riscattato l'umanità dalle sue colpe riconciliandola con Dio;

  • che la passione e morte di Gesù Cristo è stata un vero sacrificio offerto al Padre per redimere l'umanita;

  • che Gesù Cristo è il modello perfetto da seguire ed imitare per la nostra salvezza;

  • che al di fuori di Cristo e del suo insegnamento non vi è salvezza;

  • che la predicazione di Cristo riflette esclusivamente il suo amore senza limiti per l'umanità;

  • che la vita cristiana, ispirata dall'insegnamento di Cristo, è esercizio di autodisciplina tesa a progredire nella virtù;

  • che la povertà e la carità sono virtù fondamentali della vera vita cristiana;

  • che l'esperienza ed il martirio dei Santi sono esemplari per la vita di ogni credente;

  • che la Chiesa cattolica romana è stata fondata da Cristo come suo unico Ovile per la salvezza del popolo di Dio, secondo le Scritture;

  • che la Chiesa cattolica è una realtà giuridica, gerarchica, spirituale e carismatica;

  • che l'interpretazione autentica delle Sacre Scritture è affidata al magistero della Chiesa cattolica;

  • che il Papa è erede di Cristo e di Pietro, pastore unico e guida della Chiesa cattolica;

  • che la dignità sacerdotale deriva esclusivamente dal sacramento dell'Ordine;

  • che l'autorità e la santità delle verità di fede sono pilastri della dottrina della Chiesa cattolica;

  • che nel pane e nel vino consacrati e dunque nella Santa Eucaristia vi è la presenza viva di Cristo;

  • che la Santa Messa celebra il memoriale del sacrificio di Cristo offerto a Dio per la redenzione dell'umanità;

  • che l'altare è centro di ogni sacro Tempio e mensa del Signore;

  • che il Tabernacolo è la sacra dimora della Santissima Eucaristia;

  • che la Penitenza sacramentale è strumento insostituibile per la riconciliazione con Dio;

  • che non vi è salvezza eterna senza pentimento sincero e riconciliazione con Dio;

  • che il sacramento battesimale e la sua celebrazione sono affidati esclusivamente ai ministri della Chiesa cattolica;

  • che l'osservanza fedele degli atti e delle costituzioni apostoliche è condizione fondamentale per appartenere alla Chiesa cattolica.

Fino a che non vi sarà il ripudio delle tesi eretiche ed una esplicita, autentica accettazione degli irrinunciabili principi della fede cattolica, Kiko Arguello ed il "Cammino" neocatecumenale sono fuori della comunità cattolica, al di là delle eventuali modifiche, adattamenti tattici o revisioni oculate degli statuti e delle catechesi del "Cammino" sollecitate dalle Congregazioni ecclesiastiche.
Se si ritiene un vero credente ed un autentico cattolico, Kiko non avrà nessuna difficoltà a riconoscere tali principi di fede. Se invece eviterà, con ogni mezzo e scusante tale riconoscimento, verrà meno ogni giustificazione e tolleranza residua verso di lui, poiché significherà che è perfettamente consapevole delle proprie eresie e della propria funzione contro Cristo e la Chiesa.
L'auspicata accettazione dei princìpi di fede non potrà non accompagnarsi all'interruzione definitiva e completa delle pratiche e rituali aberranti in auge nel “Cammino” . In caso contrario, il riconoscimento formale dei principi dogmatici costituirebbe soltanto un ennesimo, diabolico infingimento.

Di Didimo 14 aprile, 2007 23:11

Caro Didimo,
allo stato attuale delle cose io credo che kiko non abbia nessuna difficoltà a sottoscrivere tutte le verità di fede che hai affermato. Finora non ha mai controbattuto a nessuna accusa. Negli statuti ci potrebbero benissimo stare tutte queste cose, tanto lui si sente investito da una missione soprannaturale e continua per la sua strada.
Per esempio tu, con la Chiesa, affermi:
"- che il sacrificio di Cristo sulla croce ha riscattato l'umanità dalle sue colpe riconciliandola con Dio;"
bene, forse un giorno questo sarà scritto anche negli statuti o nel direttorio catechetico, ma io credo che nelle catechesi orali, registrate e in pochi giorni riportate a tutte le comunità, si continuerà a dire che sulla croce ci dobbiamo salire noi, che dobbiamo morire per l'altro, tutte cose non sbagliate in sé, ma che svincolate dall'idea del sacrificio di Cristo per noi, e slegate dall'Amore di Cristo per noi uomini, diventano dei macigni sulle nostre spalle.
Un altro esempio: la povertà e la carità come virtù cristiane. Non c'e nessun neocatecumenale che non abbia dimostrato di saper dare via i suoi soldi, per baby-sitter, costose convivenze, per le raccolte per gli itineranti.
Ma tutto questo non vale per Kiko e per i super-catechisti, che se hanno bisogno di sentirsi prendono l'aereo, vanno avanti e indietro per i vari paesi: in nome dell'evangelizzazione, sono soldi ben spesi!!
Chi più di Kiko conosce l'importanza del Tabernacolo: hai visto dalle foto che sono tutti uguali, adesso verranno portati dove sono partiti i sacerdoti per la missio ad gentes. Oltretutto questi Tabernacoli sono anche molto costosi.
Potrei andare avanti così.
Non so se mi sono spiegata, ma ognuna delle affermazioni riportate da te potrebbe essere fatta propria da un neocatecumenale, salvo poi nei fatti svuotarla completamente di significato.
Potrebbe anche succedere che un giorno Kiko firmasse e sottoscrivesse le cose che hai scritto, e non cambierebbe nulla,credo che continuerebbe per la sua strada, perchè nel cammino la trasmissione dei contenuti della predicazione è orale, si fa presto a scrivere qualcosa tanto poi si dice altro, ed è questo altro che resta nelle persone. Anche perché i catechisti non usano forme di comunicazione razionale, ma usano tecniche emotive, fanno leva su emozione ed affettività per trasmettere i contenuti eretici, che a questo punto non sono più riconoscibili come eresie a meno di non essere persone che hanno già avuto un'esperienza forte di fede.
Come tanti capi di scismi e di sette, secondo me, Kiko e C. non sono in malafede, sono veramente convinti di dover salvare la Chiesa, e le folle osannanti che vedremo al family day, o alla prossima GMG gli diranno implicitamente di essere nel giusto.

Di Illusen 15 aprile, 2007 01:05

Statuti segreti, interpretazioni fuorvianti delle Scritture; rovesciamento della figura e del messaggio di Cristo; separatezza e segretezza delle assemblee rispetto alla vita normale delle parrocchie; abolizione blasfema dei simboli sacri come l’altare, il tabernacolo, l’ostia, la musica ed i canti della tradizione liturgica; proibizione di prassi tradizionali come l’inginocchiarsi, contemplare l’altare ed il Santissimo, prendere l’eucaristia sulla lingua; introduzione di simboli inventati o riscoperti dalla tradizione ebraica; potere assoluto sulle persone dato a catechisti peraltro non formati dalla Chiesa; predicazione elitaria e discriminatoria; oppressione e plagio psicologico tramite esami ed interrogatori pubblici; svuotamento delle personalità; provocazione di separazioni e crisi familiari ed introduzione di sposalizi endogamici; formazione di sacerdoti disobbedienti ai vescovi; costruzione di nuovi templi con simboli e spazi completamente reinventati rispetto alla tradizione monumentale cattolica.

Un terribile corpus di alterazioni e violazioni, eppure, non basta alla Congregazione per la Dottrina della Fede per dichiarare il Cammino Neocatecumenale fuori dalla Chiesa e dalla grazia di Dio. Si continua a tollerare, a lasciar crescere la mala pianta, a minimizzare, ad invitare alla comprensione e al dialogo mentre le coscienze dei credenti "normali" giorno per giorno finiscono in crisi in tutte le parrocchie dove è attecchito il cammino NC.

Riflettiamo: quando l’organismo si ammala, quando la cancrena colpisce un arto e minaccia di estendersi a tutto il corpo sano, cosa è ragionevole fare? Sperare in un cambiamento del batterio responsabile dell’infezione, il quale sta facendo solo quanto è nella sua natura malefica, oppure procedere per tempo con una massiccia dose di antibiotici e se del caso procedere ad una dolorosa quanto inevitabile amputazione?

Appare evidente che il movimento neocatecumenale ha conquistato protezioni ed appoggi nelle alte sfere vaticane, altrimenti per quello che predica e per quello che mette in atto sarebbe stato già da tempo SCOMUNICATO. Ed è gravissimo che sacerdoti, vescovi e finanche cardinali, legati al giuramento di fedeltà a Santa Madre Chiesa, la rinneghino nella sostanza e si mettano al servizio di un megalomane blasfemo che si propone apertamente come successore di Cristo sulla Terra. Se non sono questi i segnali della Bestia... Avete ragione ad invocare l’aiuto di Dio su questo blog, per noi tutti e per il Papa: si addensano nuvole nere come gli abiti, la barba caprina e le musiche incantatorie del falso profeta sulla Casa del Signore senza che nessuno che ne abbia il potere intervenga con decisione.

Publilio Siro scrisse: honesta turpitudo est pro causa bona. Solo che non è chiaro quale sarebbe per i neo-traditori di Cristo la “causa”: la distruzione della Chiesa cattolica millenaria e la sua rigenerazione sotto tutt'altre specie e dogmi? Ma non è questo da sempre l’obiettivo principale del Grande Tentatore? il Signore aiuti tutti se chi ha facoltà di intervenire lascerà che gli eventi facciano il loro corso, come un destino ineluttabile, affidando unicamente all'intervento dello Spirito Santo la salvezza futura della Chiesa. Il Signore non ha chiesto all'uomo di assistere passivo all'opera del Male nel mondo ma di contrastarlo, con il pensiero, la fede e l'azione da Lui ispirata.

Viator l’ha giustamente evidenziato. Anche io quando ho ascoltato il passaggio del discorso del Papa nell’Angelus di oggi sulla fede cristiana che nasce non dall’accoglienza di una dottrina ma dall’incontro con Cristo, ho avuto un sobbalzo. È un messaggio evidente ed inequivocabile, il più forte finora pronunciato, rivolto principalmente ai neo-eretici. Esso, unitamente agli ultimi recenti interventi di Benedetto XVI, dimostra che il problema complessivo delle nuove eresie è sentito fortemente ed è all’attenzione del Santo Padre, il quale nel suo linguaggio conciso e significante, sta lanciando dei precisi avvertimenti che sono anche rassicurazioni per il restante popolo di Dio angosciato e confuso. Il Papa sempre più spesso ormai richiama al dovere dell’obbedienza, all’importanza della celebrazione rivolta a Dio, all’essenza della fede centrata sul messaggio di salvezza che ci proviene dalla morte e resurrezione di Gesù.

Ora, occorre attenderne il decorso, vale a dire se questi ammonimenti confluiranno in una condanna papale netta e decisa dell’eresia neocatecumenale, come è auspicabile per la salvezza della Chiesa, oppure se la lobby ad essa alleata che alligna anche nelle gerarchie vaticane riuscirà ad impedire un pronunciamento del Santo Padre avverso la radicale e micidiale eresia di Francisco Arguello e adepti. Se questa lobby non prevarrà, l’ennesimo aggiustamento ad hoc degli statuti e catechesi sottoposti al vaglio della Congregazione e del Pontificio Consiglio non salverà il Movimento NC: troppi sconvolgimenti e stravolgimenti sono stati perpetrati alla teologia, al dogma, alla prassi liturgica. Troppe violazioni e danni sono stati arrecati alla vita e agli animi dei fedeli. Troppa superbia contro la Casa ed il popolo di Dio. Alla fine del quarantennale cammino, i capi neocatecumenali troveranno la giusta condanna, poiché si sono fatti servi del disegno demoniaco di scardinare la Chiesa dalle fondamenta.

Dobbiamo tutti pregare per noi stessi e per il Papa, perché non sarà facile scacciare i neo-mercanti dal Tempio: ci vorranno grande determinazione, le nostre preghiere e l’aiuto del Signore. Una volta colpiti i capi e le loro blasfeme teorizzazioni, la misericordia divina aiuterà a ricondurre all’ovile le greggi smarrite a tutt’oggi plagiate e distolte dall’incantesimo eretico.

Di Didimo 09 aprile, 2007 16:01 - 19:31

Cari amici, è necessario fare chiarezza su una questione fondamentale. Il “cammino” Nc non si è perso strada facendo: è nato con cattive intenzioni sin dalle origini. E’ questo il motivo degli statuti e catechesi a lungo secretati: ai suoi oscuri profeti serviva tempo per incardinare e sviluppare il movimento, per infiltrarlo capillarmente nella comunità dei fedeli. Sapevano benissimo che se le loro manipolazioni delle Scritture fossero state vagliate precocemente, avrebbero suscitato condanne ed opposizioni, tali da bloccare il “cammino” sul nascere. In questi lunghi decenni esso dunque si è sviluppato in sordina, diffuso ed infine consolidato così che oggi si può permettere di venire allo scoperto fino a sfidare apertamente l'autorità papale, potendo contare sulle schiere di sacerdoti e porporati che sono passati in buona o in cattiva fede dalla sua parte. Come ho accennato più innanzi in questo blog, l’esito dello scontro con i capi di questa eresia non è facile né scontato. Il Papa prima o poi dovrà affrontare la Bestia che si cela dietro il “cammino” guardandola in faccia, a rischio di minoranza o di solitudine giacché parecchi di quelli che lo circondano sono rimasti soggiogati dalle false opere profuse per gettare fumo nei loro occhi ed assopirne le coscienze . L’eresia neocatecumenale appare davvero la più grave minaccia alla nostra Chiesa dai tempi antichi. Una minaccia che non è arrivata dall'esterno, verso cui si era preparati - ateismi, rivoluzioni, globalismi e secolarizzazioni - ma è cresciuta e si è sviluppata subdolamente all'interno stesso della comunità dei credenti, sotto le mentite spoglie di un percorso salvifico che si è rivelato invece un cavallo di Troia, sulfureamente introdotto nella corpo stesso della Chiesa per stravolgerne i fondamenti teologici, la dottrina, i sacri simboli e le prassi liturgiche trasmessi per insegnamento e successione apostolica. Quando sono state distese davanti al Papa ed ai cardinali, come ultima tentatrice mercanzia, le cospicue adesioni e le nuove vocazioni - suscitate dal “cammino” grazie alle novità rituali ed alle magie scenografiche e coreografiche strategicamente architettate - le anime pie se ne sono rallegrate e sollevate, prendendole come esempio della bontà del Movimento ed una benedizione divina in un'epoca di crisi vocazionali, trascurando i segnali d'allarme lanciati da alcune vigili sentinelle . Non ci si è accorti che le prolificità famigliari, le nuove “vocazioni” ed i neo-missionari neocatecumenali spediti per il mondo non sarebbero stati messaggeri fedeli alla Chiesa di Cristo ma alfieri e legionari del verbo di Kiko, inviati a colonizzare e conquistare proseliti, nel disegno diabolico – vero obiettivo profondo e cuore nero di questa eresia - di allargare a dismisura la propria trama e sostituire gradualmente il "cammino" alla Chiesa stessa in ogni angolo della Terra...Appare questo il perverso disegno, il progetto diabolico di cui sono tappe più significative l'edificazione della “Domus Galilaeae” in Israele, l'alleanza tattica con l'ebraismo, il tentativo di appropriarsi del Cenacolo di Gerusalemme, uno dei luoghi maggiormente simbolici della cristianità, unitamente al reclutamento insistente di sacerdoti, vescovi e fedeli, portandoli a rinnegare il giuramento con Santa Madre Chiesa e con Cristo. Possiamo comprendere dunque il dilemma angosciante del Santo Padre: se arginare lo sgretolamento delle fondamenta cattoliche con un risoluto atto di scomunica - a causa delle ormai documentate, ripetute violazioni dogmatiche, dottrinali, morali e comportamentali del “cammino” neocatecumenale - ma rischiando di smarrire e confondere i più deboli e di spaccare trasversalmente l’unità dei cattolici, oppure attendere che lo Spirito del Signore illumini infine la mente vanagloriosa del falso profeta e dei suoi collaboratori, continuando nel frattempo a sorvegliarli ed ammonirli, in uno scenario gravido di minacce. Una scelta difficile, nel mentre una tremenda lotta si prospetta. Una lotta che non sarà combattuta alla luce del sole per la scaltrezza profonda dell'Avversario di sempre che si muove nell’ombra del “cammino” e che è il vero beneficiario della sua opera. Servirà un circuito virtuoso di preghiere intense, ma anche un sostegno concreto al Santo Padre, che dovrà poter contare sulla capacità di ciascuno di farsi sentinella, testimone e animatore di una cintura di difesa , che mobiliti quanti ad ogni livello di responsabilità, di estrazione pur nelle differenti appartenenze di Ordini e Movimenti, si uniscano nel far sentire forte e chiara la propria voce contro le aberrazioni sacrileghe, in difesa della Chiesa , dei suoi santi valori e della Parola divina. È davvero l’ora di svegliare i dormienti, allertare le coscienze sopite, chiamare a raccolta i testimoni della fede, allargare la mobilitazione delle coscienze con tutti gli strumenti che oggi mette a disposizione la civiltà odierna per respingere il terribile attacco che il “cammino” ed il suo infido Alleato stanno portando al cuore della Santa Chiesa. Dobbiamo invocare l’aiuto dei grandi illuminati della Chiesa, affinché lascino gli eremi, i ritiri in cui si sono appartati e si facciano apostoli di una nuova urgente palingenesi , al fianco del Papa e al suo servizio, per compattare le file dei credenti fedeli a Cristo e scacciare dalla Casa di Dio questo morbo terribile che l’ha infiltrata e la sta inesorabilmente fiaccando. Il Signore accompagni il Santo Padre e dia forza in questa prova durissima che attende la Chiesa di Cristo ed i suoi figli.

Di Didimo 10 aprile, 2007 23:07

Cari amici, da laico mi sta molto incuriosendo questa querelle all'interno della Chiesa cattolica tra "ortodossi" e "neocatecumenali". Da quanto ho capito sin qui, è in atto un terremoto silenzioso all'interno della Chiesa, senza che le gerarchie riescano a porvi un freno. Un signore spagnolo e la sua amica hanno fondato un movimento che pian piano si è esteso a macchia d'olio nel mondo cattolico. Probabilmente, le ragioni del successo dei NC sono nella debolezza della Chiesa ufficiale, nella secolarizzazione di tanti vescovi e preti, negli scandali che hanno tolto carisma e credibilità all'immagine ufficiale di tanti rappresentanti della Chiesa. Rispondendo ad un bisogno di spiritualità e di sacro diffusi, il movimento NC ha colmato una lacuna, riavvicinando tante persone alla fede cattolica. Per questa parvenza di bene è stato accettato e tollerato dal Papa precedente e in parte da quello attuale, nonostante i primi allarmi dei teologi più attenti. Quando infine ci si è accorti che, insieme al bene di una ritrovata pratica della fede da parte di moltissime persone, il movimento ha cominciato a sovvertire i fondamenti del dogma, i simboli, i rituali, la stessa celebrazione della liturgia, fino addirittura a mettere in discussione la figura di Cristo come tramite di salvezza, è scoppiata forte la polemica. Ora la situazione appare in un vicolo cieco. Il movimento NC è radicato e diffuso a livello nazionale e mondiale, e nonostante per tanti aspetti si configuri come una setta eretica micidiale (poiché intacca certezze e pratiche secolari su cui si è basata la Chiesa dalle origini) né il Papa né la gerarchia riescono a fermarla, immagino per non provocare una grave scissione all'interno della Chiesa stessa, preferendo sperare in un ravvedimento dei fondatori ed un ritorno all'ortodossia. Da laico, penso che se il signor Arguello fosse un emissario del maligno sotto mentite spoglie, questo sarebbe il maggior successo satanico dai tempi della tentazione di Cristo nel deserto: scardinare la basi della Chiesa operando dall'interno attraverso una finta missione salvifica. Mi meraviglia che la gerarchia cattolica abbia consentito che si arrivasse a tutto ciò senza porre un freno chiaro ed inequivoco, che fosse anche un messaggio di certezza per i tanti credenti non NC. Se non una scomunica chiara e netta, quanto meno uno stop agli stravolgimenti di rituale, di forme e di prassi, di interpretazioni soggettive delle Scritture che costituiscono oggettivamente una sovversione micidiale delle basi stesse della Chiesa.

06 aprile, 2007 11:19

vorrei aggiungere qualche altra riflessione, sulla base del commento al mio precedente intervento. Mi riesce difficile immaginare un Carisma disceso dal cielo in personaggi che, sapendo ciò che facevano, hanno costruito un cammino ed una catechesi scientificamente rivolta a sovvertire i dogmi teorici e la prassi liturgica della Chiesa. O dovremmo considerare queste persone come l’angelo nero, che inizialmente era fedele all’Onnipotente ma poi tramutò la sua natura da servitore in ribelle e nemico per eccellenza?
Tu mantieni nei confronti dei capi NC una speranza che poi è quella del Papa e della gerarchia: la speranza di un ravvedimento e di un ritorno all’ortodossia. Ebbene, Arguello e seguaci hanno avuto decenni a disposizione per ritornare alla Casa paterna, ma non l’hanno fatto. Anzi, prima hanno secretato statuti e catechesi, poi li hanno consegnati a rate nicchiando e svicolando, nel frattempo crescendo sempre di più e diffondendo il seme della loro predicazione anomala. Che è e resta eretica, nelle teorizzazioni, nelle forme esteriori e nei comportamenti. Se si trattasse solo di qualche difformità interpretativa, sarebbe ancora criticabile sebbene non condannabile, ma riunirsi in segreto a porte chiuse, imporre giuramenti di segretezza su quanto avviene e di dice all’interno dei gruppi (altro che l’effatà invocato dal cardinale Martini!) , raffigurarsi blasfemamente nelle pitture e mosaici al posto del volto di Cristo, inventarsi superbamente un nuovo astile con crocifisso che sembra un bastone da sciamano tribale, spostare la funzione e la collocazione dell’altare trasformandolo in mensa cultocentrica, mettere in discussione il cuore della predicazione cristiana e cioè che la salvezza è per tutti a patto di redimersi e non per pochi eletti, predicare discriminazione e l’odio verso chi non si riesce a portare nel “Cammino”, ritenersi i cattolici migliori e disprezzare i “lontani” condannati a fare la fine dei faraoni egiziani, imporre di far figli alle coppie, e via discorrendo non costituiscono un neo-fondamentalismo cattolico che riscoprirebbe le origini del culto ma ERESIE profondamente anticristiane, fomentatrici di divisioni e di odi , destabilizzatici della integrità della Chiesa nella sua più intima essenza. Non dubito delle doti fascinatorie, dei “carismi” di Arguello, altrimenti non avrebbe ottenuto il successo riscontrato . Ma sono doti comuni a tutti gli imbonitori, i grandi comunicatori, gli affabulatori , sia religiosi che laici, che con la loro fascinosa dialettica riescono a soggiogare le masse creando fenomeni di isteria collettiva (v. i tanti movimenti religiosi e le varie sette protestanti guidate da tali “carismatici” personaggi, non di rado truffaldini). Credimi, più che di carisma disceso dallo Spirito Santo, qui siamo nel dominio della psicologia delle folle, del plagio collettivo, dell’invasamento e annichilimento delle coscienze. In tutto questo, purtroppo, una buona parte di responsabilità ce l’ha il clero stesso e la gerarchia. Poiché in natura e nella società i vuoti vengono presto colmati, se si abdica alla propria funzione di guida spirituale, se individualmente si smette di essere testimoni autentici della fede e ci si trasforma in burocrati, funzionari simoniaci, pedofili o libertini – piaghe diffuse purtroppo in molti rappresentanti del clero, ed ho sempre pensato che un prete corrotto allontani la gente dalla fede più di cento atei contestatori - il risultato è che gli animi si rivolgono altrove, predisponendosi ai soggiogamenti e plagi del primo che sappia dire carismaticamente le cose che ci si vuol sentir dire, meglio ancora se sotto forme nuove e stimolanti. Per dimostrare di essersi veramente ravveduto secondo le speranze del Papa, il signor Arguello dovrebbe fare una semplice cosa: rinunciare a TUTTA la sua teorizzazione ed accettare integralmente la catechesi e il dogma tradizionale della Chiesa cattolica. Dubito che lo faccia, se i fini che lo muovono sono radicali, misteriosi e del tutto divergenti da quelli della Chiesa ufficiale. Per concludere, a proposito degli errori di sottovalutazione vorrei aggiungere un piccolo aneddoto. Una volta, diversi anni fa, riuscii a rintracciare telefonicamente don Gino Conti: era in un ospizio per il clero, fuori Roma. Quando gli chiesi perché la Chiesa tollerava al suo interno una minaccia così grave, fece un sospiro, poi accennò amareggiato al “silenzio della terza finestra”, quella di piazza S.Pietro…

07 aprile, 2007 18:05

Alla Ruth:

È ora di finirla di accusare la gente di avere pregiudizi. Voi pensate che il mondo sia composto da ignoranti che non vi conoscono, e da voi. Voi i furbi e gli altri dei luridi ipocriti pieni di pregiudizi. Ma non siete in grado di dire null'altro se non "Siete gente piena di pregiudizi! Il Papa ci approva, siete nemici del papa!"

Il che è uguale a: "Se non lo condanni non sei amico di Cesare". Avete dei padri nella fede degni di voi, e di quel sordido che vi ha fondato.

Personalmente vi conosco fin troppo, nella vostra dottrina, nei vostri riti, nelle vostre catechesi, nei vostri usi, nella vostra gente. Mi fate letteralmente schifo. Intendiamoci, non uno schifo metaforico, un senso di disgusto, un ribrezzo istintivo. Non sono cristiano? Beh nemmeno voi lo siete, dato che la vostra dottrina è giudaico-luterana con punte di gnosi spuria.

Quindi tra non cristiani, possiamo dire di essere pari.

Quanto alla saccenteria, comunque e ai toni inquisitori, non siete da meno. È che non potete accusare nessuno di essere deviato e di errare dottrinalmente: occorre conoscerla la dottrina per poterne contestare la disapplicazione. Ma a voi che serve? Kiko dice che la teologia impasta la mente, che è un culto superbo, mentre il catechista parla ispirato dallo Spirito Santo, e se anche sbaglia, chi lo ascolta ugualmente si edifica.

Vogliamo poi scendere sul personale? Ebbene questo forum non ha alcuna simpatia verso il cammino NC. Questo forum fa differenze. Vi ha approvati il Papa? E chissenefrega. Andrete forse ad abbindolare qualche vescovo e qualche parroco, desideroso delle vostre decime. Ma dato che qui di soldi non ne cacciate, se permettete abbiamo tutto il diritto di considerarvi come è giusto che sia.

Ve lo dice uno che considera un insulto la vostra stessa esistenza, un insulto alla mia formazione, alla mia fede, alla teologia che ho studiato, al servizio che ho praticato, a tutto. Non è questione di tolleranza. Voi siete l'antichiesa, fondata sul nulla. Siete chiacchiere vuote. Fate numero? Sinceramente è meglio perdervi che trovarvi. L'ho detto e lo ribadisco. Non è affatto un caso che il vostro successo risieda tra i minorati e gli sbandati. Vi tiene insieme la disperazione ed un ideale furioso e cieco, mascherato da cristianesimo. Siete fanatici del nulla, adelphi della dissoluzione. Voi disprezzate la tradizione, la degenerate e vi sostituite la vostra. Immemori del passato, avete rimpiazzato la dottrina con le credenze dogmatiche composte dalla suora ribelle e dal pittore scarso.

Pensate di essere cristiani? Immaginate la vostra vita senza il cammino, e vedete se essa ha un senso. Vi accorgerete che voi siete NC, non cristiani. Un cristiano è sempre cristiano, un NC è solo un NC: può essere solo quello e senza le sue fandoniette, senza i suoi orpelli, non riesce a vivere la chiesa. Quella Chiesa della Domenica, che è l'unica vera chiesa. Quella cattolica, di cui voi vi onorate distinguervi. Siete voi che vi mettete fuori, non noi.

Di Napoleone 5 aprile 2007 23:39

Per l'anonimo che scrive dalla XI comunità di San Giusto di Trieste.

Sono anch'io di Trieste, e conosco molto bene tutto ciò che voi fate in quella Chiesa, che è la Cattedrale, come pure ciò che fate nelle altre Chiese dove è presente il cammino: avete monopolizzato tutto e nonostante i richiami dello stesso Vescovo, nonostante ogni anno si arrabbi che non vuole vedere questo o quello, voi lo obbligate a vivere la Veglia Pasquale presentandogli riti e cerimonie che fanno parte solo della vostra tradizione di setta e non della Chiesa Cattolica.

Siete stati cacciati da più parrocchie, e in molte altre siete stati limitati nelle vostre azioni. Avete manipolato tutti perfino quando è venuto il Papa Giovanni Paolo II allestendo una barca a vela che portava stampata l'immagine della Madonna che Kiko ha disegnato nella vela maestra, proprio dietro l'altare papale in Piazza Unità!

Atto meschino, propagandistico. Unico gruppo che si è fatto pubblicità e che non ha voluto far parte dell'unica Chiesa di Trieste, in quanto tale, senza etichette e slogan di appartenenza!

Ben hanno fatto alcuni parroci a darvi il benservito! Ben hanno fatto altri a parlare chiaro in Chiesa, davanti a tutti, prendendo le distanze dalle vostre attività e ridando alla parrocchia una nuova vita spirituale e pastorale!

Parlate tanto della Famiglia, dei figli, (che fate come conigli, senza tener conto di che cosa significhi paternità e maternità responsabile), ma in questi due anni che si tratta il tema pastorale della Famiglia, mandato dal mio Parroco a rappresentare la mia Parrocchia alle assemblee e agli incontri diocesani, non ho mai visto nessun Neocatecumenale: avete l'arroganza di credere che solo i contenuti del vostro Cammino siano validi, mentre tutto ciò che fanno gli altri, a cominciare dai vertici della Chiesa diocesana e universale, non conta nulla!!!

Spero tanto che nei prossimi mesi il Papa abbia un pronunciamento chiaro su di voi! Le premesse per un scisma ci sono, e allora tutti saranno costretti ad aprire gli occhi!

Auguri per questo blog. È la prima volta che scrivo, ma vi seguo da tanto tempo!

Buongiorno!

23 marzo, 2007 12:41
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Sono anch'io di Trieste e so che il parroco della cattedrale, che è neocat superconvinto, è cerimoniere liturgico della diocesi, e ho avuto l'impressione che statuti/direttorio approvato o meno il cammino resti una realtà nella Chiesa di cui forse i vescovi non potranno né vorranno farne a meno, nonostante quello che si dice sul blog. La facciata è bella e solida, e le sofferenze personali delle famiglie sono difficili da valutare.

Di Mula triestina 23 marzo, 2007 15:04
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Salve, sono G. vi seguo da un po' e sono intervenuta qualche volta. Ora mi sento quanto mai presa in causa. Anch'io sono di Trieste, e facevo parte precisamente delle comunità della cattedrale, tutt'ora rigogliose, anche se a furia di fusioni, ben presto non so quante ne rimarranno. Certo mula triestina, la facciata è bella e solida, ma se solo si gira attorno alla facciata, si può intravedere l'ambiguità e le sofferenze che il cammino causa. la mia famiglia ne è una testimonianza, nel mio piccolo io ne sono una testimonianza, con tutte le storture e le angosce che ho assorbito avrò bisogno di anni prima di avere un rapporto sereno con la Chiesa. La cattedrale a TS, a detta di molti, è ormai cittadella e feudo nct, impermeabile a qualsivoglia influenza e/o consiglio. Non esistono altre realtà al di fuori del cammino, se non minime -CeL, focolarini, AC ecc. non esistono nella cattedrale-, chi non accetta il cammino o ne esce viene allontanato e nemmeno salutato da persone con cui si è cresciuti.
Quanto al vescovo di Ts, l'attuale ha più volte richiesto di non fare celebrazioni contemporanee a quella diocesana; per non disobbedire smaccatamente i nct fanno seguire le loro celebrazioni a quelle ufficiali. Il vescovo precedente, Mons. Bellomi aveva scritto una lettera ai responsabili della comunità invitandoli con amore a a partecipare attivamente alla vita parrocchiale e a non formare una chiesa parallela, lettera che è stata liquidata con le parole: che importa tanto il Papa ci sostiene!
La situazione è difficile...
G.

23 marzo, 2007 16:08

Oggetto: per farvi sapere. Io non ho mai fatto parte del cammino kikiano ma vivo da vicino questo fenomeno in quanto nella mia parrocchia parroco e vice ne sono esponenti. All'inizio hanno assunto un atteggiamento amorevole verso tutti noi ma dopo il rifiuto della gran parte dei parrocchiani ad intraprendere il cammino il loro atteggiamento è stato di chiusura, vendetta ed in genere cattiveria. La mia parrocchia è la Chiesa Madre di Militello in Val di Catania San Nicolò-Santissimo Salvatore. Se la stanno prendendo con la nostra storia, il nostro patrimonio culturale, le nostre tradizioni. Ormai ci sono solo divisioni e malumori. È una situazione insostenibile. Ogni domenica quando torno dalla messa torno a casa solo con molta tristezza. Grazie per la vostra attenzione. Vi saluto in Cristo Salvatore.

(Firma)  26/02/2007 22.49

L'esperienza della bellezza è carica di una 'percezione' speciale capace di superare l'intelligenza stessa. Molti saperi: psicologia, filosofia, psicanalisi, estetica... se ne occupano, aprendo a uno scenario vertiginoso di rapporti fra bellezza ed esperienza.

Dostoevskij ha detto che la bellezza salverà il mondo. Il card Martini qualche anno fa ha scritto una stupenda lettera pastorale con questo interrogativo: Quale Bellezza salverà il mondo?

La 'nuova estetica' portata avanti da kiko Arguello, veicola l'idea che questa salvezza è legata ad una risposta collettiva piuttosto che individuale che una realtà come il cammino NC può dare attraverso la complessa costruzione che sta a fondamento dei suoi insegnamenti, trasmessi anche attraverso canoni estetici e simboli antichi da lui reinterpretati arbitrariamente. Un pensiero ed una costruzione che costituiscono una sfida per il cambiamento.

Ma un cambiamento che porta dove? Alla Verità e Bellezza di Cristo o a perdersi nell'affascinante immaginifico mondo dell'iniziatore di tutto questo?

A me pare che molte delle "innovazioni" architettoniche siano funzionali ad una "nuova" liturgia che risponde ad una "nuova" teologia: osservando gli spazi liturgici si comprende la liturgia e la teologia che essa esprime. Ho l'impressione che ritenere gli stili architettonici del passato come "datati" e "reinventare gli spazi" siano alibi per minare alle fondamenta taluni fondamentali elementi del deposito della Fede cattolica. Fosse solo una questione estetica!

Certo, "buttare" la "riserva eucaristica" in una cappella laterale, magari separata, (e ahinoi chissà cosa ci riserva il futuro...) e centrare il culto sull'"assemblea" e sul suo "presidente" qualcosa dovrà pur dire, anche a chi non comprende complicati simbolismi!

Di Mic 15 febbraio, 2007 09:36

(ad un aspirante neocatecumenale che sul proprio sito blog aveva inserito una pagina sul sacramento della riconciliazione):

Leggevo con piacere queste tue pagine, salvo poi scoprire ieri sera che ti dichiari appartenente alla setta eretica dei neocatecumenali.

Nella speranza che tu faccia parte di quelle rarissime isole del Cammino ancora abbastanza sane, pregherò per te perché quando verrà il momento difficile, tu sia in grado di riconoscere e rigettare l'eresia di Kiko e Carmen, "i nuovi falsi profeti", con quella stessa forza del "pubblicano" cui ti ispiri, che non ha paura di rinnegare tutto pur di salvarsi l'anima.

Pregherò per te, perché tu abbia la forza di respingere ciò che è contrario alla Tradizione e al Magistero della Chiesa, quando accadrà (sta già accadendo) che degli eretici ti riproporranno le storture che hanno reso famigerato il Cammino agli occhi dei legittimi Pastori della Chiesa.

Pregherò per te, perché tu abbia la forza di rifiutare gli insegnamenti eretici, la forza di resistere alle pressioni psicologiche, la forza di reagire contro le pressanti richieste di denaro, la forza di testimoniare ai fratelli che l'appartenenza a Cristo e alla sua vera e unica Chiesa non può essere sostenuta dalle miserabili eresie del Cammino Neocatecumenale, che nei tempi odierni è il cammino più adatto ad inquinare la fede dei semplici.

Pregherò per te, perché tu riconosca che i catechisti, talvolta perfino in buona fede, ti stanno propinando per approvato, valido e cattolico ciò che invece è frequentissimamente disapprovato, altamente deprecabile e sostanzialmente anticattolico.

Pregherò per te, perché la tua naturale sete di Dio non venga sfruttata dalla tentacolare setta neocatecumenale che tanti piaceri fa al demonio, al quale sono graditissime le anime che vivono nell'errore e nell'eresia e che si sforzano di ripetersi vicendevolmente menzogne del tipo «il Papa ci approva, la gerarchia ci osanna, e le critiche sono la conferma che siamo sulla retta via», perché è pressoché la stessa situazione degli ebrei che si infervoravano a vicenda davanti al vitello d'oro.

Pregherò per te, perché tu sappia riconoscere che la santità e la felicità coincidono, perché tu abbia sempre presente che l'umiltà non è autolesionismo, perché tu non caschi nella fissazione paranoica del dichiararti perennemente peccatore.

Pregherò per te, perché tu abbia la capacità di riconoscere il miele velenoso dei presunti elogi al Cammino, perché tu sappia riconoscere che accanto agli incoraggiamenti della Gerarchia ci sono tante e precise richieste di rientrare immediatamente sulla retta via, disconoscendo le elucubrazioni teologiche di Carmen e Kiko, e riconoscendone le gravi e numerose difformità con quanto ha sempre insegnato la Santa Chiesa.

Pregherò per te, perché tu abbia la capacità di riconoscere i lupi travestiti da agnelli (cioè i catechisti), la capacità di riconoscere i mercenari travestiti da pastori (cioè le equipe internazionale e i catechisti itineranti), la forza di riconoscere gli eretici travestiti da santi (cioè Kiko e Carmen) che hanno organizzato il Cammino come una massoneria (avanzando ai livelli più alti si accede alle dottrine più segrete, che sono sempre più difformi dall'insegnamento plurimillenario della Chiesa).

Pregherò per te, perché tu abbia sempre presente che l'errore non consiste nel contrario della verità, ma in una verità annacquata e inquinata, il che è proprio ciò che ti fornisce il Cammino; pregherò perché tu non ti faccia ingannare qualora i catechisti ti suggeriscano perfino il rosario e la confessione (utili, ai livelli più bassi, a far sembrare "cattolico" ciò che in realtà è eretico).

Pregherò per te perché tu abbia voglia e modo di far valere il tuo diritto di confrontare in modo onesto e serrato ciò che la Chiesa ha sempre insegnato con quanto ti viene spacciato dai catechisti e dai vertici del Cammino, evitando di cadere nel tranello delle prime apparenze, laddove i vertici neocatecumenali hanno svolto un ottimo lavoro del confondere gli indizi più importanti dell'eresia fingendo di citare il Magistero, la Tradizione e la Scrittura.

Pregherò per te, soprattutto perché tu non assuma mai quell'atteggiamento arrogante di Kiko, capace di fare una protesta sindacale di fronte al Papa e a mezzo milione di testimoni (Roma, 3 giugno 2006); pregherò per te perché tu sappia riconoscere che le ridicole elucubrazioni teologiche di Carmen sono ferme alle mode eretiche di oltre trent'anni fa; pregherò per te perché tu sappia riconoscere che i vertici del Cammino sono abituati alla menzogna (cfr. l'ingannevole spiegazione della lettera del cardinale Arinze da parte di Gennarini); pregherò per te perché tu ti accorga al più presto che se il Cammino Neocatecumenale è tanto grande e tanto forte, può essere dovuto solo per un sostegno al di là delle forze umane: e questo sostegno certamente non viene da Dio, vista la spaventosa quantità di errori alacremente diffusi da Kiko e Carmen.

Di Armando 12 febbraio, 2007 09:59

Mi è difficile, per ora, dire qualcosa sul blog. Ho bisogno di tempo per meglio esplorarlo. Sul sito invece, per me basta la notizia della Trinità di Rublev. Secondo me cose di questo genere dovrebbero parlare da sole.... L'ho fatto veder ad un amico, che non ci credeva. È rimasto di sasso.  Sarebbe meglio che rimanesse di sasso Kiko....   :-)

Per ora vi saluto, continuerò a leggere con interesse, anche se dal mio punto di vista (esterno al CN) non mi aiuta. Le cose che leggo, comunque, fanno il paio con cose che ho sentito da persone che hanno lasciato il cammino.

Di Fabio 13 gennaio, 2007 12:47

Mah, a me pare che, al di là di qualcuno che ci capita per caso, pinzato magari in una parrocchia "occupata", i kikiani siano "un certo tipo di persone". Kiko ha un target, sono i "piccoli e poveri pieni di ferite e di disprezzo", cioè gli atei ed agnostici, sia teorici sia pratici. Molti di questi odiano la Chiesa gerarchica ed il tipo del cattolico borghese ricco, falso e buonista, fa colpo il disprezzo e l'irrisione della pietà tradizionale, l'importanza data alla dimensione orizzontale, sociale, per qualcuno sarà decisivo il clima esistenzial-relativista. I giovani si trovano in mezzo ad altri giovani, sostituendo al branco del sabato sera il gruppo neocat.
Di nazionalsocialista c'è il culto della personalità, l'azione in massa (raduni negli stadi...), estetica "mistica" (anche Kiko ha i suoi architetti, Adolf aveva Albert Speer)...

Di Giuseppe 20 novembre 2006

ciao a tutti... leggo con interesse (tempo permettendo) questo blog e il sito di riferimento. Io sono un sacerdote, un parroco, che dopo un normale trasferimento di parrocchia si è trovato i neocat "in casa".
Dire che sono una spina nella carne (per citare san Paolo) è un eufemismo. Desidero sapere se tra i lettori di queste pagine ci sono altri sacerdoti, se hanno il mio stesso problema e come lo affrontano.
È da quando sono parroco in questa parrocchia dov'è presente il cammino neocatecumenale che litigo con loro (i loro capi). all'inizio era quasi quotidiana la processione di gente del cammino, sempre diversa, per propinarmi la bontà dello stesso (cercano di prenderti per stanchezza), ma poi la cosa si è un po' allentata, davanti ai miei continui e fermi NO. poi, con l'inganno sono riusciti ad ottenere qualcosina (mi hanno mentito sulle vere intenzioni e motivazioni... com'è che si chiama il diavolo?) e, apriti cielo, ne ho viste di tutti i colori. Ora siamo ai ferri corti: io non li caccio, ma voglio metterli nella condizione che siano loro ad andarsene, attuando una politica di restrizione, divieti e proibizioni al loro modus celebrandi.
Il mio vescovo è al corrente di tutto, ma ha le mani "un po'" legate, e quindi non si sbilancia, anche se, da colloqui personali, non li può più sopportare.
Per quanto riguarda i documenti, i richiami, le lettere, non fanno né caldo né freddo, a loro. Pensate che un giorno, richiamando un loro prete a determinati doveri pastorali e liturgici, e sventolandogli sotto il naso il documento Redemptionis Sacramentum, con fare angelico e, contemporaneamente da sfot... mi ha risposto: "ma valà, non vuoi mica credere a tutte quelle cavolate lì!".
Chiudo qui, mi attende il mio impegno sacerdotale, ma sono disposto a
portare testimonianze e aiuti a chi lo chiede.
Non sono di Roma, ma di una diocesi del nord Italia.
ciao

Di Newgold69 15 novembre, 2006 17:45

La testimonianza seguente la consideriamo 'esterna', dal momento che il nostro interlocutore non ha partecipato neppure alla prima 'convivenza'...

Per volere di Dio un giorno ho deciso di Cresimarmi (considerate che mi sono cresimato quest'anno e ho 26 anni). Ho chiesto ad un mio cliente che sapevo frequentava la parrocchia, come fare per frequentare il corso di preparazione in orari serali. Lui mi disse dandomi un volantino che pubblicizzava "catechesi per adulti": "Stasera vieni qui e frequenta, poi ti faccio sapere...". Allorché quella sera andai alla catechesi. La cosa più strana per me fu che in quell'incontro di tutto si parlava fuorché di Cresima. Manifestai il mio dubbio alla persona che mi aveva portato alle catechesi ed egli il giorno seguente venne in negozio e mi disse che dovevo iniziare il corso di preparazione al Sacramento in un altro posto (e menomale che è andata così). Cmq spinto dalla curiosità ho continuato a frequentare le catechesi dell'Annuncio. La cosa iniziò, diciamo, a piacermi anche perchè mi avrebbe fatto piacere riavvicinarmi alla Chiesa, ma molte cose mi sembravano strane. Il resto è un po' complicato da spiegare ma gli eventi che sono accaduti mi hanno fatto capire che forse Dio mi stava scegliendo per qualcosa di grosso (bisogna parlare di persona di questa cosa). Al momento in cui fu annunciata la Convivenza dissi che non potevo andarci per via di problemi legati alla famiglia, al lavoro e poi avevo la mia festa di compleanno già preparata in discoteca per il 26 marzo.
Esponendo alla persona che mi aveva portato alle catechesi questi problemi, questi cominciò a farmi dei discorsi di chiamate, di interventi demoniaci nella mia vita, "ai tuoi nonni (90enni) ci pensa Cristo", "comincia a litigare in famiglia", "abbandona il lavoro", "è tempo di scegliere", "se lasci abbandoni Dio". In convivenza non ci sono andato e mi sono allontanato.
Ero rimasto molto perplesso e ci volevo vedere chiaro nella faccenda: magia di internet ed ecco ALTERINFO. Oggi posso pensare che quello di vederci chiaro nel Cammino e nelle altre realtà settarie sia il compito che Dio mi ha dato facendomi fare quell'esperienza diretta: oggi mi ritrovo con una fede più forte e non intendo per nessun motivo rinnegarla. Siamo in tanti uniamoci e, cristianamente, lottiamo... Il resto è sul forum del sito del CESAP.

Se volessimo aggiungere qualcosa a tutto quello finora scritto su questo forum, non basterebbe un libro... A quasi 1 anno dal mio "NO" al Cammino Neocatecumenale posso finalmente trarre le mie conclusioni. Uno studio approfondito che ho concluso grazie all'aiuto del CESAP, di Augusto Faustini, di Don Elio Marighetto, del mio Padre spirituale ecc., ha dato un senso alla mia vita (dopo tutto i catechisti del CN lo ripetono in continuazione questo fatto del senso della vita). In otto mesi di studio ho ascoltato le esperienze dei fuoriusciti, ho psicanalizzato i comportamenti dei fratelli ancora in cammino (anche se di psicanalisi non ci capisco un fico secco) con i quali ho riallacciato un rapporto quasi amichevole sebbene quando ci incontriamo di tutto si parla fuorché di Gesù, ho rimesso in ordine la mia vita dopo la grossa batosta psicologica ricevuta alle catechesi iniziali ma soprattutto ho analizzato, laicamente parlando, i vari aspetti comuni a tutte le sette religiose... Non si può per nessun motivo privare l'uomo delle proprie libertà individuali. Nessun uomo e ripeto nessuno è nell'autorità di giudicare l'anima di un altro uomo... A questo ci penserà Qualcun Altro al momento opportuno ma su questa Terra ognuno deve agire secondo le proprie scelte individuali dopo essersi bene informato. Un pensiero va a coloro che oggi aderiscono ai Testimoni di Geova, a Scientology (ho appena finito di leggere la favola di Dianetics), allo stesso Cammino Neocatecumenale... Non vi chiudete in voi stessi!! Prima di gridare a squarciagola "Ce l'ho fatta, ho capito tutto finalmente!!!", informatevi fino ad avere le idee chiare e confuse allo stesso tempo. E' quello il momento in cui prenderete coscienza della vostra libertà e agirete secondo quello che dice il vostro cuore e saprete coscienziosamente separare ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Accettare la minestra così come viene servita non è salutare e, in questo caso ci si può davvero trovare in un tunnel senza uscita... Questa è la mia esperienza......................................

See you

Felice Scaringella 14 novembre 2006

E d'altra parte, carissimi, penso di lasciare il blog. Sono felice di aver aiutato a fare chiarezza con il sito. Tuttavia io non sono né sono mai stato uomo di compromesso, capisco perfettamente Padre Zoffoli, la verità della Fede fa crescere nel rapporto con Nostro Signore Gesù Cristo, e questo e solo questo fa crescere nella carità. Almeno secondo me. Il Papa parlando a braccio ai vescovi svizzeri ha parlato della verità della Fede espresse nel Credo come fondamento. Solo in una Fede forte e piena possiamo in modo vivo servire il Signore.
Solo nel corretto rapporto sacramentale con Gesù, nella Chiesa e per mezzo di Maria si può diventare cristiani, poi si evangelizza con la vita più che con le parole. Altroché estetica, altroché "guarda come si amano". A sacramenti svuotati la carità non c'è, rimangono buonismo e perdonismo pregaperme_lapace, molto, molto estetico.
Mi rivolgerò alla preghiera.
Il sito per me è "profetico", nessuno dopo averlo letto potrà dire di non averlo saputo. È la storia tragica dei profeti, che ben si legge nella Scrittura. Speriamo che per tramite del sito qualcuno, almeno uno, rientri in se stesso e faccia penitenza.
La Chiesa oggi è mondana, ha bisogno di purificazione, e molte delle rivelazioni private sono convergenti (anche se non si può affermare che siamo alla fine del mondo), sarà una grande tribolazione, ma necessaria.
Dopo è annunciata un'era di pace. A sostegno di ciò ci sono i segni dei tempi. L'Islam, per esempio.
Come cristiani dobbiamo vivere comunque come se ogni giorno fosse l'ultimo.
Grazie a nome della Chiesa per il lavoro che state infaticabilmente facendo.

Vi lascio un ultimo contributo, tratto da una catechesi di Kiko:

"Otra gematria es la pesca milagrosa (cf. Jn 21,9-13). ¿Cuántos peces pescan? Ciento cincuenta y tres.
San Jerónimo dice que en el tiempo de Jesús eran conocidos ciento cincuenta y tres peces diversos. Esta es una interpretación. Pero hay otras. El ciento cincuenta y tres corresponde a qahal ha ahabah: qahal significa asamblea, ekklesia; y ha ahabah del amor; la asamblea del amor. El valor numérico de “la asamblea del amor” es ciento cincuenta y tres. La red que coge estos peces debe ser la comunidad del amor y no debe ser rota. " [testo originale spagnolo]
Traduzione: "un'altra ghematria [nella mistica ebraica, interpretazione cabalistica del valore numerico delle lettere dalla Scrittura -ndr] è la pesca miracolosa (cf. Gv 21,9-13). Quanti pesci pescano? Cento cinquanta tre. San Girolamo dice che al tempo di Gesù erano conosciuti 153 pesci diversi. Questa è una interpretazione. Però ce ne sono altre. Il cento cinquanta tre corrisponde (in ebraico -ndr) a qahal ha ahabah: qahal significa assemblea, ecclesìa; e ha ahabah dell'amore; l'assemblea dell'amore. Il valore numerico della "assemblea dell'amore" è 153. La rete che raccoglie questi pesci deve essere la comunità dell'amore e non deve essere rotta"

La rete, ovvero la comunità neocatecumenale. Detta anche tela del ragno!

Di Giuseppe 10 novembre 2006

I neocat, evitando di discutere sui singoli punti trattati sul sito, hanno scelto la tattica di attaccare il tutto sul nodo fondamentale "odio alla Chiesa gerarchica". Cioè chi afferma questo è pazzo, perché loro sono "innamorati" della Chiesa e del Papa (quando gli dà ragione: seguo viaggi del Papa ed angelus in televisione ma non vedo più striscioni o icone kikiane, forse sbaglio ma che Benedetto debba pagare la lettera di Arinze?), pregano il Rosario ecc. ecc. IL LORO AMORE È PER LE "TENDE", LA COMUNITÀ NEOCAT, non per la Chiesa: l'intuizione che si tratta di una chiesa parallela è fondata, la sostituzione concettuale è evidente, Kiko è un "santo", ma che non "riforma" ma "rifonda" la Chiesa (Channukia docet) [vedi]. La visione di Kiko va ben oltre quella di Lutero: "Cioè è importantissima questa missione universale a tutto il mondo a tutte le nazioni. Tra qualche anno saremo tutti morti e resterà qui come un monumento per quei fratelli che Dio ha scelto da prima della creazione del mondo per aprire il Cammino Neocatecumenale, che sarà un cammino molto importante per tutte le nazioni in tutte le Chiese"[vedi]. L'odio per la Chiesa gerarchica è evidente nel disprezzo che Kiko/Carmen hanno per la dottrina tradizionale dei Sacramenti, per le manifestazioni della pietà popolare (negli Orientamenti si criticano le "immagini" del Sacro Cuore, furbo Kiko, non il Sacro Cuore in sé ma le immagini "depilate", è una critica orrenda alla pietà popolare, è disprezzo satirico di pratiche che possono o meno essere riempite del loro vero significato, ma dobbiamo per questo buttare il Sacro Cuore nella spazzatura? Il Sacro Cuore di Gesù ( non quello di Batoni, che è un po' di maniera, ma importa quel che raffigura, ma poteva esserlo, sempre un quadro è) sta alla base della mia conversione, che credo non si possa ridurre a pietà popolare, come si permette lo spagnolo di insultare gratuitamente la mia esperienza e quella di tanti altri, come si permette lui, illustre nessuno, di sostituire il Battoni con le sue icone confuse e scopiazzate e che riportano la sua immagine e il suo nome? Come si permette di sputare sulla storia della Chiesa tra Costantino e Vaticano II? Come si permette di violentare la coscienza di quelle persone come Nunziatina che conoscono solo la dimensione della pietà popolare e nulla sanno di teologia, ma le cui "povere" ma fondamentali preghiere finora hanno evitato grandi disastri alla Chiesa ed all'umanità?
Scusami, sono infuriato: quella di Kiko è una tragica parodia della Chiesa, dove tutto è falso, l'umiltà è falsa, regnano buonismo e perdonismo, (forti coi deboli, deboli coi forti...) la fede è falsa perché è fede in Kiko, la speranza è nella... Galilea delle genti, la carità poi... guarda "marco", il serpente al quale hai pestato la coda e che ha riempito di bava inframmezzata a puntini lo schermo del computer, e il tutto non per difendere la Chiesa di Cristo Gesù ma per difendere il pagliaccio ecclesiastico Kiko Arguello...
Scusa, sono arrabbiato ed indignato coi neocat (e non per gli insulti personali, ti prego di credermi, di questi mi importa poco), ti scriverò meglio un'altra volta.

Di Giuseppe 11 ottobre 2006 

Cari amici,

sono uno dei quattro gatti che sono andati alla Domenica parrocchiale, pur non essendo dei ncc. È vero ci hanno fatto parlare per primi, esteriormente ci hanno dato importanza, ma poi Mons. ... sembrava conoscere per nome i vari ncc "importanti". Non so se oggi il Parroco è molto contento di avere tante comunità tra i piedi.

Certo dopo aver fatto della parrocchia terreno bruciato per tutti, far crescere dei nuovi alberi, come a parole dice di volere, è molto difficile.

È vero dalle riunioni parrocchiali uno rimane un po' schiacciato e invece di chiarire le idee o aver voglia di fare di più, si ha il desiderio opposto, di lasciar perdere o di fare le nostre piacevolissime piccole riunioni che ci arricchiscono e lasciar perdere tutto il resto.

La nostra amata Diocesi deve decidere cosa vuol fare, e se è all'interno come una piovra colpita dalla mafia-ncc, devono essere loro a sciogliere i nodi.

Un abbraccio e buona giornata.

Di Irene 30 settembre, 2006 10:36

Ciao ragazzi. È la prima volta che scrivo, sono Daniele, 29 anni. Ho letto quanto più attentamente possibile tutto il blog e il sito; non sono un neocatecumeno ma ho molti amici nel CNC e più di qualche volta ho partecipato alle loro liturgie. Ed è questo uno dei punti che mi interessano di più, perché è davvero lo specchio di tornasole di tutto. La lettera di Arinze, a dieci mesi di distanza, è ancora lì. Non è lettera morta, ma certamente fatica a diventare realtà. Ma una responsabilità su questo c'è, a mio parere. Per quello che ho potuto vedere io, alcuni parti della messa sono effettivamente mutate. Almeno nella mia esperienza, a quanto mi dicono e a quanto ho visto, è vero che risonanze e ammonizioni sono brevi e rapide, è vero che ora c'è sempre il credo, agnus dei, e così via. Ma la comunione non è mutata e anche la partecipazione alle messe della parrocchia una volta al mese è cosa che talvolta c'è talvolta no. Sarebbe a tal proposito interessante capire se la mia esperienza personale rispecchia in gran parte la media della realtà, oppure se altrove accade diversamente.

Eppure non dimenticate che il controllo, la vigilanza pastorale è a carico dei vescovi. Che fanno? Fuori i nomi e i luoghi, senza paura: a parte Ruini, quali altri vescovi italiani, da tettamanzi a scola, da sepe a bagnasco, ecc ecc, hanno detto chiaro e tondo alle comunità neocatecumenali come si devono comportare? si, certo, ha parlato il papa, ma di fatto c'è una responsabilità anche loro. Che fanno? Dormono?

Di Daniele 77 27 settembre, 2006 17:23

I catecumenali si sentono 'perseguitati' dalle nostre critiche, ma c'è da notare che, mentre venivano perseguitati, i santi obbedivano.

Anche gli eretici sono stati sempre osteggiati dalla Chiesa, ma a differenza dei santi, gli eretici disobbedivano e nel frattempo affermavano che stavano obbedendo.

Ho appena scoperto il sito di John Loughnan (in inglese: è un australiano, di Melbourne).

Se qualcuno di voi se la cava con l'inglese, scoprirà clamorosamente che nel Cammino le stesse eresie e ambiguità del vengono replicate dall'altra parte del mondo!

Le solite menzogne ("tutti questi insegnamenti... sono stati infatti verificati dal cardinale Ratzinger...", ecc.) e le solite eresie ("...è possibile riuscire a non peccare, se si crede!", ecc.)

Gli eventi: all'inizio dell'estate 2001 una coppia di catechisti neocatecumenali (Trevor e Pam Atkinson, marito e moglie) chiedono al parroco padre Roger Ryan di "catechizzare" la parrocchia di San Patrizio a Melbourne. La catechesi comincia il 23 luglio 2001.

Si presentano i due coniugi e un prete, e cominciano a spararle grosse esattamente come è sempre successo in Italia: la Chiesa non è più "primitiva" da Costantino al Vaticano II, "siamo qui perché ci ha mandato il Papa", "il Signore vuole formare in questa parrocchia una comunità neocatecumenale", e via ingannando.

Durante una testimonianza, i due catechisti pubblicamente confessano di essere stati ubriaconi, incapaci di amarsi, figli di ubriaconi, ecc., e il prete confessa di essere stato incapace di usare carità al prossimo e solo dopo aver aderito al Cammino, dopo essere diventato prete, il Signore avrebbe "cominciato ad entrare" nella sua vita.

John è infastidito da queste cose, che ha appuntato per lamentarsene col parroco, padre Ryan, non presente alle catechesi. Il quale gli indica però di continuare a prendere appunti.

Verso fine agosto, arrivato alla catechesi sulla confessione, non ne può più e lascia perdere. Ma pubblica tutto ciò che ha sentito, annotando gli errori dei neocatecumenali e le sue considerazioni.

Da rabbrividire. Tutte le eresie neocatecumenali propalate dall'altra parte del mondo da parte di persone che hanno conosciuto il Cammino fuori dall'Europa!!

Di Armando 14 settembre, 2006 14:48

Il Papa nella sua meravigliosa Lectio magistralis presso l'Università di Ratisbona coglie tre tentativi di "dis-ellenizzazione", capace di destrutturare il cristianesimo sviluppatosi anche dall'incontro con la realtà 'classica': la Riforma protestante, la teologia liberale e l’attuale pensiero "scientifico", permeato di scientismo e tecnicismo e delle loro conseguenti «patologie».

Ci sono da aggiungere i tentativi post-concliari  del cammino NC di "dis-ellenizzare" il cristianesimo per "ebraizzarlo", togliendo quanto c'è di greco per tornare a... a non so cosa, perché - come giustamente ricorda il Papa - i Vangeli stessi sono scritti in greco, impregnati di spirito greco, sia pure ancorato alle radici ebraiche della nostra fede (ma quelle autentiche, non quelle posticce inglobate nel cammino)...

Non a caso abbiamo colto nelle catechesi rimaste a lungo 'segrete' svariati filoni 'protestanti'.

Dice ancora Benedetto XVI che la fede è partecipazione per grazia del Logos divino («In principio era il Logos», ha ricordato): essa ha perciò, insieme, la semplicità dell'adesione al dono e la profondità della partecipazione alla mente e al cuore di Dio. Già questo è un richiamo di immensa portata, perché corregge il diffuso antintellettualismo di molto cristianesimo contemporaneo, di cui anche i NC sono portatori, perché nelle loro fila l'uso della ragione è bandito per lasciare il posto ad una cieca obbedienza a guide 'abbagliate' dal verbo kikiano, che non è né il Verbo né il Logos di cui parla il nostro Papa. 

Di Miriam 13 settembre, 2006 14:45

Tra le più recenti testimonianze, quelle riportate di seguito, sono state stimolate dall'intervento, sul Weblog, di un aderente al cammino che si firma Cogito... ergo sum!. Ne è scaturito un discorso articolato che pubblichiamo integralmente per completezza. Ci sembra che queste testimonianze così dirette e vive siano più eloquenti di qualunque 'manuale' teorico... Vi invitiamo a leggere con particolare attenzione quella di Fabrizio.

Potremmo intitolare l'intero significativo dialogo: "Il cammino e la parrocchia". A seguire, potete leggere altre testimonianze.

Nella Chiesa ci sono tante Congregazioni religiose, maschili e femminili. Ci sono i gesuiti, i carmelitani, i francescani, ecc...
Tutti col proprio carisma. Il Cammino NC è un po' come le congregazioni religiose. O no? In che cosa consisterebbe la differenza, secondo voi? Attendo risposta. Grazie.
Di cogito, ergo... sum! 28 agosto, 2006 21:20

Tutte le congregazioni e gli ordini religiosi CRISTIANI che lo Spirito ha suscitato e suscita nella Chiesa vivono la sequela di Cristo, los kikos vivono la sequela di kiko e di tutte le menzogne mascherate da verità con cui tenta di distruggere la Chiesa dal suo interno.

Se vogliamo rilevare un'altra differenza:
Nella Chiesa ogni congregazione religiosa presenta la sua "regola" e poi esercita il suo carisma.
Il cammino invece si è insinuato subdolamente e, solo quando dopo anni qualcuno si è accorto delle anomalie - per usare un eufemismo -, sono stati costretti a presentare statuti che hanno subito una sofferta redazione, ora approvata solo ad experimentum.
Le catechesi, purtroppo all'inizio ignote alla Chiesa perché 'segrete' (!) hanno subìto rifacimenti e non sono ancora state approvate.
Nel frattempo, anomalia delle anomalie, il cammino continua come se niente fosse nella prassi di sempre... con una ostentazione e un'enfasi che rasentano la patologia...
Di Miriam 29 agosto, 2006 10:34

Il Cammino non è un movimento. È "Il Cammino" e basta!
È una realtà della Chiesa Cattolica che è sostenuta, amata e promossa da Papi, vescovi e sacerdoti.
Volete un esempio particolarmente significativo? Eccovelo: quando in una parrocchia dell'VIIIa Prefettura c'è stato l'insediamento del nuovo parroco, è venuto il Vescovo di Settore ed ha avuto parole bellissime nel presentargli le Comunità neocatecumenali e il loro radicamento nella Parrocchia.
Il fatto è stato notato anche dai parrocchiani che erano contrari al Cammino e vi assicuro che sono rimasti tutti senza parole.
Il Vescovo non soltanto ha elogiato il Cammino, ma ha anche chiesto che il Responsabile anziano del Cammino, che è suo amico,salisse al presbiterio e, dopo averlo ringraziato pubblicamente per il suo impegno cristiano, ha ascoltato con grande soddisfazione le parole che il nostro catechista ha indirizzato al nuovo parroco dall'ambone, presentandogli l'opera parrocchiale e internazionale del Cammino, e dandogli il benvenuto anche a nome di tutte le 26 (ora 28!) Comunità.
Tutti i presenti appartenenti al Cammino siamo stati edificati dalle parole del Vescovo di settore, dall'onore che ha voluto concedere al nostro Capo, e siamo usciti più fieri e orgogliosi di prima per il grande dono di essere in Cammino.
Così, il vescovo in persona ha messo a tacere tutte le malelingue della parrocchia e anche qualche presbitero che ci vedeva con occhio malevolo. Aggiungo che, prima della benedizione finale, il vescovo ha fatto di nuovo il nome del nostro catechista e lo ha chiamato vicino a sé in presbiterio. Lui, questa volta, non c'è andato per modestia.
Al nuovo parroco, il vescovo ha detto di essere un parroco fortunato perché nella sua parrocchia esiste da molti anni un numero molto grande di Comunità neocatecumenali. Ha anche ricordato che alcune famiglie della parrocchia, con dieci o dodici figli, sono partite per la nuova evangelizzazione in Paesi lontani.
Con questo, spero che anche voi la smettiate di dire male del nostro Cammino anche perché tutto ciò è avvenuto a Roma, e il vescovo è uno dei più importanti perché è un vescovo ausiliare della Diocesi del Papa!
Vi basta, o ne volete ancora?
Di cogito, ergo... sum! 29 agosto, 2006 17:39

Ci basta e ci avanza, ma oserei dirti che, come una rondine non fa primavera, un vescovo favorevole al cammino non è garanzia di verità dello stesso.

Credo che tu non abbia letto nessuno degli oltre 900 post di questo giornale, perché non avresti detto che stiamo 'parlando male' del cammino, ma ti saresti accorto che ne stiamo denunciando le storture.

E, mentre ci hai arringato, vestito delle penne del pavone della lode del vescovo e del privilegio della tua appartenenza, non hai confutato una sola delle tante cose che abbiamo denunciato. E, forte dello stesso argomento e con la stessa enfasi non hai replicato a nessuna delle puntuali risposte alla tua domanda d'esordio...

È un deja vu. Ancora devo incontrare un neocatecumenale che dialoga invece di sbatterti in faccia le lodi del vescovo...
Povera Chiesa!
Di Miriam 29 agosto, 2006 18:20

La mia testimonianza te la dovresti incorniciare perché la nostra è una parrocchia modello! È la seconda, in Roma, ad aver iniziato il Cammino. Noi siamo tosti, cara mia, e siamo tanti, anche se questo a te dispiacerà!
Noi siamo fra le prime parrocchie modello del mondo intero, tanto che siamo conosciuti ovunque e le icone che Kiko ha dipinto nella nostra parrocchia sono in Internet, nel nostro sito ufficiale! L'icona grande della Chiesa è stata inaugurata dallo stesso Cardinale Camillo Ruini, Vicario del Papa e Presidente della CEI. A lui è piaciuta tanto.
Capito, cara? Vienici a trovare!
Comunque, tranne te, ho constatato che gli altri tacciono tutti,in questo blog. Si vede che non hanno più argomenti!
Adiòs, amiga!
Di cogito, ergo...sum! 29 agosto, 2006 22:18

La tua testimonianza non mi sorprende, perché ne ho sentite tante e, come tutte le cose che dite sembra un 'copia-incolla' sono sempre le stesse. Ho frequentato 10 anni una parrocchia dalla pastorale esclusivamente neocatecumenale e vi conosco bene; per cui mi perdonerai se non sono del tuo stesso parere e non mi sento di accettare il tuo invito. Continua pure a sentirti speciale, 'gasato' per essere un clone di kiko.

Ma prego il Signore, che fa nuove tutte le cose, che ti benedica e ti custodisca insieme alla Sua Chiesa.

Solo una grande esaltazione e cecità data dall'idolatria può far vedere opere d'arte nei dipinti del vostro iniziatore... Ma possibile che a nessuno di voi faccia effetto che dipinga il suo volto al posto di quello di Cristo? Vedi uno degli affreschi di S. Francesca Cabrini, Povera Chiesa! [Ne abbiamo parlato in un'altra pagina -ndr]

Non ti sei accorto che c'è proprio e anche nella tua Parrocchia? Da notare la grande scritta nel libro che regge: "andate ed evangelizzate io sono con voi".
Non è forse un messaggio subliminale, questo, avuto riguardo al volto raffigurato? [Per render meglio l'idea, inseriamo il particolare della scritta di cui stiamo parlando -ndr]

Di Miriam 29 agosto, 2006 23:12

È sempre così purtroppo, i neocatecumenali sono come gli struzzi quando qualcuno osa dire che nel cammino c'è qualcosa che non va loro mettono la testa sotto la terra e ti spiattellano i numeri, la forza l'approvazione di questo o di quello. Caro cogito ergo sum sicuramente esisti ma quanto a cogitare ho i miei dubbi. Io sono stato 8 anni in cammino ma sin dal primo giorno avevo avvertito delle cose che non andavano. L'umiltà in primis il neocatecumenale è umile nell'ambito della comunità ma con i cristiani di serie b quelli della domenica diventa un leone. Io sono scappato dopo il secondo passaggio dove ho visto persone violentate dai catechisti e dal presbitero con i loro scrutini fatto per tirare fuori il demonio che vivi in noi (testuali parole) che neanche De Torquemada... Se il tuo vescovo avesse frequentato questi scrutini lo avrei voluto sentire dire a riguardo. L'umiltà del tuo catechista... il mio di catechista una volta aspettando di partire per una convivenza ed invitandolo al bar venne ma mi disse che ciò non si doveva ripetere perché i catechisti non possono stare sullo stesso piano dei catecumeni. E questo può essere un cammino che porta a Cristo? Forse il Signore si è servito del cammino per risvegliare in me l'amore per Lui ma questa non è la strada per arrivare a Lui. Ti chiedo perdono se con queste parole anch'io non sono stato umile e se ti sei sentito offeso ma prego per te perché il Signore ti apra gli occhi. Il brain washing è una cosa di cui non ti accorgi ti prego fatti delle domande ricordati di tutte le persone che sono fuggite dal cammino che sono tante come quelle che tu sbandieri leggi le cose che sono scritte in questo blog possono essere sbagliate o tu le puoi credere tali ma sono in buona fede. Che il Signore ci illumini tutti perché ricordatevelo che siamo fratelli in Cristo.
Di Gherardo 30 agosto, 2006 14:22

Mi dispiace aumentare la schiera degli anonimi di questo blog, ma tant'è... spero che quello che dico sia utile.

Mi hanno riferito (parlo di uno dei sacerdoti che ha vissuto quello che vi dirò) che molti sacerdoti di Santa romana Chiesa vanno in Israele a farsi battezzare nel Giordano!. Naturalmente soggiornano a loro spese presso la Domus Galileae (5 stelle) dovendo lasciare offerte per le maree di attività di cui i NC sono fervidi protagonisti (a spese degli altri). Certo è una cosa fatta liberamente, credo, ma quanto residua libertà di coscienza e a questo punto ho il fondato sospetto amche di spirito è rimasta a un sacerdote che va a farsi praticare un NUOVO battesimo nel Giordano?

Queste cose nessun sito neocatecumenale le pubblica, ma purtroppo sono vere.

Le conoscono i Sacri Palazzi?
Se non le conoscono perché qualcuno non dice loro di informarsi?
Di Anonimo 30 agosto, 2006 14:33

Miriam dice che io sono un clone di Kiko, e a voi chi vi ha clonati? Forse il mondo pagano in cui siete immersi e che non avete il coraggio di lasciare?

Io almeno questo passaggio l'ho fatto (a dire il vero ne ho fatto più di uno), ma voi quando vi deciderete a lasciare il vostro mondo fatto solo di critiche e di piccinerie?

Miriam, come hai fatto a scoprire la mia parrocchia? forse anche tu eri in Cammino lì e poi ti sei lasciata incantare dal mondo dominato dal maligno che avevi tentato di lasciare? Vedi che avevo ragione ad invitarti?

All'anonimo che mi definisce uno struzzo dico che lo struzzo è lui perché non ha il coraggio di firmarsi neanche con uno pseudonimo!

Certo che i Catechisti non possono mettersi allo stesso livello dei catecumeni, altrimenti non avrebbero più autorità su di loro e non potrebbero istruirli nelle tappe del Cammino! Che cosa c'è di strano? Che cosa c'entra l'umiltà? Valutarsi per quello che si è secondo me è un merito. L'umiltà è tutt'altra cosa.

Molti preti e laici sono stati battezzati nel Giordano, questo è un grande privilegio che non si può capire se non si sono fatte certe tappe del Cammino. Io a casa ho l'ampolla dell'acqua del Giordano e la custodisco come una cosa sacra. 

Fuori del Cammino certe cose non si possono capire, fanno parte del Cammino stesso, sono delle rivelazioni che si hanno di scalino in scalino.

Anche chi ha lasciato il Cammino e adesso lo critica vuol dire che non aveva capito niente prima e che adesso capisce ancora meno perché si è lasciato catturare dal maligno.

Kiko dice sempre: "lasciate che vi critichino, voi andate diritti per il cammino e non vi curate di loro, forse un giorno si convertiranno. Comunque, anche Giuda ha una sua funzione nella storia sacra".

Ripeto l'invito a tutti: Venite, oppure: ritornate e vedete!
La Pace!
Di cogito, ergo...sum! 30 agosto, 2006 15:53

Cari amici del blog,
vi ho trovato per caso col motore di ricerca, all'inizio dell'estate.
Dopo un riposo di alcuni giorni, ho ripreso a leggere i vostri post e, con vivo interesse, ho letto gli ultimi interventi su Santa Francesca Cabrini, che è anche la mia Parrocchia.

A questo punto sento di dovermi rivolgere direttamente a "cogito" per dirgli il mio punto di vista su quella che per lui è una parrocchia modello. Ma modello di che cosa? Per voi sarà forse un modello, ma per chi non fa parte del cosiddetto Cammino è solo una pietra d'inciampo. Mantenere, o alimentare la fede in questo contesto parrocchiale è davvero un problema! Per anni abbiamo sopportato il peso di una presenza neocatecumenale ossessiva.

Da parte dei preti (in primis!) e da parte di voi neocatecumenali che avete occupato tutti gli spazi, materiali e spirituali, della parrocchia. Catechesi a senso unico! E tutto ciò che di negativo c'è nel Cammino - come in questo blog viene bene evidenziato - qui lo si trova all'ennesima potenza.

Per la serie: "non facciamoci mancare nulla" ci sono anche i famosi dipinti di Kiko!



Cogito, forse tu che parli della "tua parrocchia" non fai nemmeno parte del territorio parrocchiale e vieni a "celebrare" da chi sa quale altra lontana zona di Roma, o dintorni! Guarda che questa è la regola! La stragrande maggioranza dei parrocchiani non fanno parte del Cammino ma, obtorto collo, devono subirne le conseguenze negative. Vedi l'ultima eclatante notizia che riguarda il trasferimento, in pieno mese di agosto, di un giovane sacerdote che si occupava della catechesi parrocchiale da appena un anno, e che era tanto amato dai giovani (non neocatecumenali)! Non è la prima volta che ciò accade in parrocchia. Se i sacerdoti si occupano, con successo, dei parrocchiani e non frequentano il cammino, vengono trasferiti dai loro superiori! Tu stesso hai parlato di un vescovo che sponsorizza il Cammino in parrocchia.
Non dico altro, perché si potrebbe scrivere un libro sui guai che il Cammino ha fatto qui da noi!

Fate bene a parlarne in questo blog che mi sembra tanto equilibrato e privo di animosità.

Se mi è concessa un'ultima parola, a "cogito" direi: amico caro, secondo me, più che difendere a spada tratta il cammino, o farne l'apologia, tu dovresti essere orgoglioso d'appartenere a Cristo e di essere membro della sua Chiesa in virtù del sacramento del Battesimo. Io lo sono!
Di Fabrizio 31 agosto, 2006 16:12

Caspita Fabrizio, questo è un parlare da cristiano!
si sente che anche tu, come noi, hai vissuto e stai vivendo sulla tua pelle nella tua parrocchia una presenza invadente e aggressiva, che non lascia spazio per nessun'altra iniziativa pastorale o, se lo fa, è sempre un qualcosa di marginale, lasciato fare quasi per 'concessione' e che quindi non ha mai possibilità di sviluppo, incremento, incentivazione... un'attività 'residuale', di poco conto... come nella mia parrocchia, ad esempio, nella quale è appena tollerato lo sparuto 'Gruppo Caritas' che si occupa e preoccupa dei casi più difficili del quartiere e non esiste nessun tipo di 'lectio divina' o di catechesi o di qualsivoglia genere di formazione che non sia neocatecumenale. O ti lasci fagocitare o vai a cercarti il tuo nutrimento spirituale e il tuo impegno altrove!

E c'è un'altra cosa che tu hai sottolineato, e cioè che le comunità sono composte da persone che non appartengono al territorio della Parrocchia e vengono dai luoghi più disparati. Questo, oltre alla loro chiusura costituzionale, veramente settaria, è un elemento in più che non consente loro di sensibilizzarsi e di entrare nei problemi o anche nelle opportunità offerte dal territorio.

Ergo, un altro motivo, quando ci sono i neocat, del venir meno della funzione della Parrocchia come 'presenza' e azione della Chiesa nel territorio.

Ma i dati più inquietanti e sconvolgenti sono il comportamento del Vescovo di settore e il trasferimento del sacerdote che, a quanto dici, è un provvedimento che si ripete...

Noto che la tua testimonianza diretta e precisa ha una sua collocazione di tempo e luogo che non dovrebbero essere sottovalutate da chi di dovere.
Di Miriam 31 agosto, 2006 17:04  

Sempre dal Weblog la Verità sui neocatecumenali

Ciao a tutti.
Sono venuto a conoscenza dei neocatecumenali grazie ad alcuni miei amici che sono entrati a farne parte una quindicina di anni fa. Siccome non facevano che parlare di questo, mi sono interessato all’argomento, anche se personalmente sono ateo, e mi sono documentato sia tramite vari libri (Zoffoli, Conti e Marighetto) che tramite materiale preso da Internet. Inutile dire che sono rimasto esterrefatto!
Ora, posso capire che l'approvazione "sperimentale" dello statuto (anche se non ancora del direttorio) sia stata fatta per il principio che "i buoi sono già scappati dalla stalla", per cui era difficile che qualcuno si prendesse la responsabilità di scomunicare questa comunità anabattista-protestante. Inoltre sono anche consapevole che sono un formidabile strumento di consenso a cui è difficile rinunciare. Detto questo, come è possibile che comunque passino sotto silenzio le numerose aberrazioni dottrinali oltre a tutto il resto (endogamia, decima, fanatismo, violenze psicologiche,...)? Secondo voi ci sono possibilità che il loro ingresso nella Chiesa venga respinto? 
ps: con i miei amici non c'è più molto dialogo (non voglio dire che non mi parlano ma rispetto a primo sono più freddi). Ogni volta che abbiamo preso questo tipo di argomento, era come se venissero presi da isteria. Al netto delle sceneggiate, comunque, non sono mai stati capaci di proferire argomentazioni sensate;
ps2: mi interessa l'argomento anche perché mi frequento con una neo-catecumenale.

Di Andrea 08 settembre, 2006 17:05

Sinceramente, neppure io capisco almeno lontanamente cosa passa per la testa del cardinal Ruini (per altri versi elogiabile, ma l'atteggiamento nei confronti del Cammino dimostra nel migliore dei casi che ancora non conosce bene cosa vi succede dentro).

Padre Zoffoli "sgridato" da Ruini: ciò avveniva nel 1995, ed è plausibile che Ruini conoscesse ancora troppo poco i neocatecumenali. Teniamo sempre presente che con una denuncia così vigorosa e allarmante, la prima tentazione è quella di non credervi (e sembra il caso di Ruini nel 1995, che magari ha scritto quella cosa solo leggendo il titolo del libro di p. Zoffoli). E teniamo sempre presente che quella è l'unica "sgridata" documentata da fonte importante: il resto è tutta maldicenza neocatecumenale (tanto per cambiare).

A proposito del Minculpop neocatecumenale: purtroppo è l'ennesima conferma del grande inganno che perpretano i livelli alti del Cammino nei confronti dei poveracci che stanno ai livelli "bassi". Se è lo stesso Kiko a spargere "versioni ufficiali" delle cose che riguardano il Cammino, come stupirsi che i neocatecumenali scrivano quelle brodaglie su Catechumenium e siti del genere? È purtroppo l'ennesima conferma che si ha a che fare con una setta, di sapore "gnostico" (dove cioè la santità e la salvezza corrispondono alla conoscenza di dottrine segrete che vengono rivelate solo dopo faticosissimi passaggi e solo a pochi eletti).

Intervista di Magister al cardinale Sepe: il grande prelato, pronto a spendere buone parole per tutti, non può fare a meno di ammettere che riguardo al Cammino vi sono "qua e là" (cioè dovunque) "attriti" (grande eufemismo). E immediatamente dopo cambia discorso. Vi dico che a leggere quell'intervista, mi sono fermato su quel passaggio con l'impressione che Sepe avesse paura. Sepe non ha paura della camorra, ma ha paura dei neocatecumenali. Da rabbrividire. Spero vivamente di sbagliarmi, ma a volte anch'io mi chiedo se i vari Ruini, Sepe, ecc., non temano davvero guai grossissimi e tendano perciò a silenziare tutto in nome del buonsenso.

Per Andrea:

spero che la neocatecumenale che frequenti non sia già psicologicamente ridotta ad una larva, come - ahimé - una mia carissima amica...

Per Emanuele:

come già detto, il Cammino disobbedisce nei fatti, prima che eventualmente nelle parole (comunque sempre ambigue) e, diabolicamente, afferma di obbedire, minimizza i problemi, fa finta di non vedere le cose più evidenti. Il caso della lettera di Arinze è la ciliegina su un'enorme torta di disobbedienze. È una lotta tra la verità e gli slogan: e purtroppo gli slogan sono tipicamente destinati a vincere, poiché non richiedono intelligenza per essere giustificati, si giustificano da soli. Una lotta tra la verità (visibile, verificabile da qualunque cristiano) e le menzogne del Cammino (tanto più promossa dai neocatecumenali quanto più è grande e ridicola).

La sterilità della tua discussione con noi dipende dal fatto che non sei disposto ad ammettere neppure l'evidenza. Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Puoi fare tanti discorsi sulla lettera di Arinze, ma non ci hai detto come nella tua comunità viene "applicata" la richiesta di celebrare normalmente come tutta la Chiesa (oh, già so che userete ed abuserete di ogni concessione: lo spirito di disobbedienza non ammette ragioni). Poi, non ci hai detto come mai il contenuto della lettera è pervenuto prima al solito Sandro Magister e poi, due mesi dopo, anche a voi (con relativo "spiegone" per ammorbidire la lettera e presentarla come se fosse la positiva risposta ai desideri strambi di Kiko). Nei panni di Kiko, appena ricevuta la lettera di Arinze, avrei gridato ai quattro venti a tutti i neocatecumenali: «da oggi la liturgia cambia». Quanta Grazia per un semplice atto di umiltà! Atto che Kiko si è guardato bene dal fare: lui, dell'umiltà, della Santa Umiltà di Cristo, è buono solo a dar lezioni in giro (a cominciare dal Papa).

Purtroppo la tua tensione non è verso la verità, ma verso l'elogio del Cammino. Di fronte ad un argomento doloroso (che svilirebbe il Cammino), tu ti rifugi nello slogan preconfezionato. Come i testimoni di Geova. Sei libero di andare avanti così, ma noi non possiamo fare a meno di avvisarti che stai mettendo in gravissimo pericolo la tua anima. Gli eretici sono sempre stati convinti di avere ragione, talmente convinti di avere ragione da rifiutare la correzione e la guida della Chiesa, pretendere che la Chiesa si adegui alle proprie manie, pretendere di essere riconosciuti dalla Chiesa come cattolici.

Noialtri abbiamo solo la sana fissazione di stare a quanto ci dice il Papa. Vediamo la differenza abissale tra il catechismo e le vostre dottrine. Vediamo la semplicità della vita cristiana e le pluridecennali complicazioni del Cammino. Ci allieta quella grandissima fonte di grazie divine, cioè i sacramenti, e ci allarma tantissimo vederli ridicolizzati, parodiati, scimmiottati, reinventati in nome dell'ignoranza e della superbia.

Vediamo le storture della Chiesa, sì, ma ne vediamo anche la parte sana, ed a quella siamo affezionati. Sappiamo che la Chiesa oltre ad essere peccatrice è anzitutto santa. Sappiamo che in venti secoli di storia, attraverso momentacci forse anche più terribili del presente (antipapi, scismi, eresie, ecc.) non ha mai tradito la sua missione. Sappiamo che la Chiesa è anzitutto nella persona del Papa (che ci sia simpatico o no, è sempre lui che ha avuto l'incarico da Cristo di pascere il gregge), e non in un Kiko qualsiasi, per quanto bravo sia quest'ultimo a trascinare masse. Anche il prete eretico Ario trascinò enormi masse verso l'eresia, senza neppure tanta fatica. L'eresia ariana era assai preponderante sulla vera fede: ma ciononostante, nonostante gli "elogi di tantissimi vescovi" di cui godevano gli ariani, nonostante la grande diffusione delle loro dottrine eretiche e dei loro metodi, le porte degli inferi non hanno prevalso. Anche a costo di un sant'Atanasio che corrompe i carcerieri per scappare e tornare ad annunciare la vera fede.

Dici che non hai mai ascoltato "insegnamenti contrari a quelli della Chiesa", ma lo dici dopo aver già dimenticato che il Cammino si presenta come la «vera» Chiesa. La tua è una tautologia. E poi bisogna vedere se li conosci, gli insegnamenti della Chiesa (quella Cattolica, Apostolica, Romana).

Di Armando 11 settembre, 2006 18:47

un saluto a tutti!
Ho conosciuto il CN tramite... Radio Maria! Si trattava di un'intervista di qualche tempo fa a Kiko e Don Pezzi. Premetto che non conoscevo nulla del Cammino se non il nome. Dalle parole di Kiko e dalle telefonate degli ascoltatori kikiani ho subito notato qualcosa che non mi piaceva: era un fanatico culto della personalità, cosa che proprio non posso sopportare. A questo punto mi sono informato e ho scoperto su Internet i testi segreti del cammino: ragazzi, io non sono un teologo, ma quella roba è un concentrato di eresie di prima classe! Ho letto anche i commenti di Padre Zoffoli e di don Gino Conti, e ora non ho più dubbi. Quello che non capisco è come mai Padre Livio, che ha basato parte delle sue catechesi sul catechismo ufficiale della chiesa cattolica, possa appoggiare senza condizioni un simile movimento. Sul sito di Radio Maria è presente un'intervista a Kiko della Prof. Angela Pellicciari (nota Neocatecumenale per sua stessa ammissione ai microfoni di detta Radio, "il mio catechista Kiko" ha detto una volta nel suo programma sul Risorgimento anticattolico). Dunque Padre Livio non solo non deplora, ma anzi incoraggia il NC, ad esempio a suo dire i neocatecumeni fanno grandi famiglie con molti figli. Mi pare che Radio Maria dovrebbe essere un po' più attenta all'ortodossia e se non deplorare almeno tacere. Che ne dite?

Di Robi 05 agosto, 2006 13:14

La faccenda è complessa. Letti i testi segreti NC e le testimonianze degli ex, mi sono reso conto che è in atto un qualcosa che vuole distruggere la Chiesa dall'interno. Modificare sostanzialmente la dottrina dei Sacramenti dell'Eucaristia e della Penitenza sarebbe già sufficiente (per ciò che attiene all'Eucaristia mi sovviene l'"abolizione del Sacrificio quotidiano, per ciò che riguarda il senso del peccato mi viene in mente il controllo delle coscienze) ma c'è di più: sull'onda dei movimenti carismatici post-conciliari il signor Kiko è riuscito a far passare davanti agli occhi di Papa Giovanni Paolo II una setta perfettamente organizzata che ha tenuto nascoste le sue vere eresie celandole dietro ai frutti di conversione, alla partecipazione attiva nelle parrocchie (ma solo a senso unico), alla partecipazione ai megaraduni, sostenendo apparentemente la famiglia (salvo quando uno dei componenti vuole uscire anche rimanendo cristiano, allora è giusta la separazione... alla faccia della durezza di cuore!!). Il Papa vedeva i frutti e gli parevano buoni, i suoi collaboratori in buona o cattiva fede hanno confermato questa apparenza, vedi LETTERA "Ogniqualvolta" DI SUA SANTITÀ PAPA GIOVANNI PAOLO II a MONSIGNOR PAUL JOSEF CORDES 30 Agosto 1990:

"[...]Vari Fratelli nell'Episcopato hanno riconosciuto i frutti di questo Cammino. Voglio limitarmi a ricordare l'allora Vescovo di Madrid, Mons. Casimiro Morcillo, nella cui diocesi e sotto il cui governo sono nate, nell'anno 1964, le Comunità Neocatecumenali che egli accolse con tanto amore. [...]
Dopo oltre vent'anni di vita delle Comunità, diffuse nei cinque continenti,

  • tenendo conto della nuova vitalità che anima le parrocchie, dell'impulso missionario e dei frutti di conversione che sbocciano dall'impegno degli itineranti e, ultimamente, dall'opera delle famiglie che evangelizzano in zone scristianizzate d'Europa e del mondo intero;

  • in considerazione delle vocazioni, sorte da codesto Cammino, alla vita religiosa e al presbiterato, e della nascita di Collegi diocesani di formazione al presbiterato per la nuova evangelizzazione, quale il Redemptoris Mater di Roma;

  • avendo preso visione della documentazione da Lei presentata:
    accogliendo la richiesta rivoltami, riconosco il Cammino Neocatecumenale come un itinerario di formazione cattolica, valida per la società e per i tempi odierni. [...]"

Frutti e documentazione presentata da Cordes! Queste le motivazioni espresse dal Papa. 

Mi sono chiesto per mesi perché Giovanni Paolo avesse permesso questo cancro nella Chiesa (e con me gli ex che hanno sofferto sulla loro pelle un'esperienza di setta che ha del mostruoso, del tutto avulsa dalla carità di Cristo Gesù). Ebbene, come espresso nel blog: NON LO SAPEVA!!! Forse solo alla fine del suo pontificato gli sono venuti dei sospetti (Ecclesia de Eucharistia n. 52) a causa degli abusi nella liturgia che sono diretta conseguenza delle dottrine eretiche NC. Il testimone del Papa polacco è stato raccolto dal nostro splendido Ratzinger, che guarda caso ha attaccato i NC proprio sulla liturgia. Probabilmente l'intento del Papa è quello di costringere Kiko all'angolo, perché per l'eresiarca cambiare la liturgia significa snaturare la sua teologia. Noto nelle testimonianze una rigidità (perfino gli accordi dei canti di Kiko vanno eseguiti con estrema fedeltà, ho letto) del credo NC che non lascia sperare in cambiamenti neppure a lungo termine. Kiko sa che la lettera di Arinze è un vero e proprio attentato alla sua autorità carismatica, sa che se cede deve modificare con la sua "liturgia" anche la sua "teologia" (se la "cena" ridiventa Messa cattolica, deve modificare perfino la sua visione architettonica del "tempio"... sa che se cede la sua autorità all'interno del movimento è in grave pericolo a tutti i livelli, ma sa anche che davanti a lui sta il Papa, che non si può comprare con i soldi che (grazie Pulce) sono il fondamento del suo potere (chi non si convince si compra, non ha fatto così con taluni "tacchini e pavoni bordati di rosso e porpora"?).
La "teologa" del movimento non credo sia in grado di aiutarlo, Dona Carmenita non ha la caratura per proporre un voltafaccia credibile, né lo ha quel curioso personaggio che è don Pezzi, che credo sia deputato solo all'organizzazione dell'attività missionaria (in quanto ex-comboniano) e che ha il mio rispetto solo perché Sacerdote cattolico.
Dunque che farà Kiko? I tempi stringono, fra meno di un anno scadono gli statuti, il direttorio è in alto mare (c'è troppo da correggere e le correzioni vanno concordate, figurati!) e sono certo (ma è una mia opinione personale) che Benedetto stroncherà TUTTI gli abusi liturgici con un futuro documento (quello previsto da Giovanni Paolo in Ecclesia de Eucharistia 52 "con richiami anche di carattere giuridico".
Davanti al nostro eresiarca stanno due possibilità:

  • Cedere ed uniformarsi ai dettami della Chiesa cattolica, perdendo tutto il suo potere e la sua credibilità e probabilmente anche notevoli pezzi del suo movimento (ci sarà chi fra i super catechisti ambisce alla "cupola"?)

  • Staccarsi dalla Chiesa cattolica

Quest'ultima è purtroppo l'unica via percorribile dal nostro "novello napoleone" se non vuole tornare un "illustre nessuno" come a Palomeras Altas: eh sì, mollare un così grande potere sarebbe difficile per tutti. Lo farà, ne sono certo. Purtroppo.

"La conferma dell'autenticità di un carisma è che esso apra a tutto e non chiuda. Di conseguenza, sarebbe in errore colui che dicesse: «Siamo qui per costruire il nostro movimento e non la Chiesa». Conviene al contrario dire: «Siamo qui per costruire la Chiesa secondo il volto che lo Spirito ci ha donato e che chiamiamo Movimento, secondo l'obbedienza, cioè l'ascolto e l'adesione all'opera dello Spirito del Cristo, che l'autorità della Chiesa rappresenta".
[tratto da "Il magistero del Carisma" di Don Luigi Giussani]
(scuola di comunità n. 7, marzo 2005)

di Roberto

Da quel che leggo in varie testimonianze il senso critico nel CNC viene estirpato con qualunque mezzo, anche con urli e strepiti (!), forse quello che si impara nel cammino NC è proprio il dogmatismo ad oltranza e la violenza verbale: come si "difendono" i catechisti di fronte ai dubbi interni al movimento, così i catechizzati nei confronti degli esterni. Pensare che il cammino sia tutto e che "fuori" ci sia solo la perdizione è uno stimolo mica da poco. E questo sì è veramente settario!!

Di Pietro

Le prime volte che ho avuto a che fare con i neocatecumenali notai in loro un'arroganza, una volgarità e quella specie di fanatismo biblico, caratteristiche tipiche che avevo già notato nei Testimoni di Geova. Volli pensare che fossero caratteristiche di quelle sole persone, e mi meravigliai che il parroco non ne fosse infastidito.

Poi ho conosciuto due seminaristi del Cammino, che sono stati in parrocchia per un lungo periodo (uno per un anno, e l'altro per i due anni successivi). Due casi rari: non erano entrati in un seminario Redemptoris Mater, ma in quello diocesano.

Ho potuto così osservare ancora più da vicino l'ambiente dei neocatecumenali. Non sono mai stato invitato alle loro liturgie, ma per tre anni ne vedevo l'eco in quel che facevano durante le liturgie in parrocchia. Non sono mai stato invitato alle loro catechesi, ma per tre anni ne sentivo l'eco da ciò che dicevano ai ragazzi, ciò che discutevano durante le riunioni del sabato pomeriggio, ciò che presentavano come importante e fondamentale, ciò che insistevano a voler insegnare e trasmettere. Non partecipavano alle loro liturgie del sabato sera (poiché dovevano presenziare in parrocchia) ma erano continuamente in contatto con “i loro”, tentando comunque di “neocatecumenalizzare” le liturgie parrocchiali. In parrocchia, peraltro, non abbiamo mai visto partecipare alle liturgie “i loro”.

Uno degli episodi che più mi hanno colpito fu quella volta in cui uno di questi seminaristi neocatecumenali raccontò una barzelletta blasfema e rise sguaiatamente. Un altro seminarista (non neocatecumenale) riprese il tema insinuando: «allora anche Kiko va a letto con Carmen?».
Il neocatecumenale si rabbuiò in volto, abbassò gli occhi a terra, ammutolì. Dopo un attimo andò via, lasciando l'altro a irriderlo: «che c'è, che ho detto? dai, non te la prendere!»

L'altro seminarista sembrava più serio, meno cupo, più umano... salvo quella interminabile ripetizione di banalità e luoghi comuni, e quel meccanico irrigidirsi quando il discorso finiva sul Cammino. Aveva sempre lo slogan pronto (l'approvazione del 2002, il riconosco il Cammino di Giovanni Paolo II nel 1990, i numeretti e i numeroni delle loro statistiche, il rintanarsi dietro la fede della gente che l'avrebbe ritrovata nel Cammino...): un muro di gomma, che mi convinse che questo seminarista era solo la versione aggiornata del neocatecumenalismo secondo le necessità del momento.

Per lungo tempo non ho mai capito se il parroco li approvasse o li sopportasse perché “teologicamente vicini” alle sue idee: sempre pronti a citare versetti veterotestamentari a memoria, sempre pronti a sparare paroloni ebraici di cui neanche sembravano possederne il significato, sempre pronti a giustificare con «ilconcìlio», «finalmente colconcìlio», «lachiesadelconcìlio» il loro operato e le loro interpretazioni... Però si è sempre guardato bene dal concedere loro spazi, ha sempre rinviato stancamente i discorsi sull'avviamento di una comunità neocatecumenale in parrocchia.
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Tralascio delle impressioni umane (l'aria cupa in ogni volto di aderente al Cammino, la chitarrella strimpellata “ndrùng! ndrùng!” come per un gusto insano per il tribalismo, la sostanziale ignoranza e addirittura il disprezzo per il Catechismo della Chiesa Cattolica, per il latino, per il Medioevo, per tutto ciò che c'è da Costantino fino all'inizio del Concilio Vaticano II, ecc.ecc.).

Ecco qualcuna delle loro sentenze più famose (con mia traduzione in italiano fra parentesi): «con i bambini ho fatto un Midràsh» (per spiegare il concetto ai bambini ho usato un raccontino interattivo, dove Midràsh è il termine ebraico per indicare i Cercanti e i frutti delle ricerche; ma chi sa se lo sanno?), «Abbbbdenèèèègo!» (grido per esprimere “quell'imbecille non sa leggere la Parola”), «nooo! i suicidi non vanno all'inferno» (col permesso del Vescovo è possibile celebrare le esequie per una persona morta suicida), «noi facciamo la Parola» (ho un incontro a base di letture dalla Bibbia).

«Quello lì ha la vocazione perché glielo hanno comandato la madre e il padre, catechisti del Cammino», insinuavano altri seminaristi (ed oggi «quello lì» è prete).

Un giorno scoprii il sito di Alterinfo. Dopo aver letto alcune pagine a caso, pensai di essere incappato in un sito di qualche fuoriuscito col dente avvelenato verso gli ex compagni di Cammino, ma presto le risatine ironiche e la continua somiglianza con ciò che già avevo visto del Cammino mi fece rendere conto che c'erano altri che avevano avuto le mie stesse impressioni: nei giorni successivi continuai a leggere quelle pagine, dicendomi ogni volta “ora basta”, e non riuscendo più a smettere.

Le considerazioni e le testimonianze presenti su quel sito coincidevano fin nei particolari con ciò che avevo dedotto io!

Scrissi un lungo messaggio al curatore di quel sito, ma non ebbi risposta; pensai che ciò fosse dovuto all'eccessiva virulenza del mio scritto, e non ho più insistito. Ma di quando in quando tornavo a visitarlo, per leggere altre novità, altre testimonianze, per sapere cosa ne pensasse il curatore del sito della mitica approvazione del 2002. E fu lì che scoprii che la tanto vantata “approvazione” del Cammino era solo ad experimentum per cinque anni (nessuno dei neocatecumenali che conosco ha mai osato pronunciare in mia presenza le parole “ad experimentum”, nessuno di loro ha mai ammesso che l'approvazione era “sperimentale”), era l'approvazione dei soli Statuti (cioè: ciò che deve «fare» il Cammino, non era la dichiarazione dell'ortodossia di ciò che aveva «già insegnato» il Cammino), era succeduta ad una (forse più d'una) sonora bocciatura nel 1999. Non furono i neocatecumenali a dirmi queste cose (peraltro così evidenti, così documentabili): fu quel “sito critico”. Per i neocatecumenali c'era solo una versione ufficiale, generica, trionfante, vietato entrare nei particolari.

Ho letto attentamente l'intervento di Kiko alla giornata dei movimenti a Roma (3 giugno 2006) e ne sono stato ancora una volta colpito negativamente. Come può, il capo di un “movimento” (o “cammino”, o comunque con la responsabilità di parlare a nome di milioni di persone) fare una richiesta... «sindacale»? Ma si rende conto che sta pretendendo qualcosa dal Papa e dai vescovi?

E se milioni di persone hanno una grande, grandissima stima di lui, cosa penseranno? «Kiko gliele ha cantate al Papa, eh! Kiko gliele ha cantate e suonate ai vescovi, eh!». Se Kiko tratta così il Papa e i vescovi, cosa penseranno del Papa e dei Vescovi gli aderenti al Cammino?

I neocatecumenali con cui ho avuto a che fare sono legati ad una “versione ufficiale” della storiaccia della lettera del cardinale Arinze del 1' dicembre 2005. Non a caso, quella famosa lettera con le «decisioni del Santo Padre» non è pubblicata su nessun sito neocatecumenale, neppure su quello ufficiale. Anzi, sul sito ufficiale è presente soltanto l'interpretazione che ne dà Giuseppe Gennarini, responsabile del Cammino per gli USA (quindi inferiore solo a Kiko e Carmen): interpretazione assolutamente deviante, faziosa, che stravolge il senso della lettera presentando come «approvazione» ciò che invece è misura restrittiva, dichiarando che il Cammino accoglie «con gioia» ciò che poi non ha affatto messo in pratica.
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Un mio vecchio amico si sposò, andò a vivere altrove, e lasciò sola a casa sua madre. La madre non aveva più compagnia. Una donna molto anziana, dalla fede semplice ma non molto “praticante”; in parrocchia trovò compagnia, e me ne chiese un parere. Da come me lo chiese, sembrava considerarmi un'autorità in materia. «Là, in chiesa, ci stanno i catecumeni... che ne dici?» (era evidente a chi si riferiva).

In un attimo rividi davanti agli occhi, silenziosamente, lo strazio neocatecumenale che avevo conosciuto di persona. Le risposi soltanto: «no, sono pericolosi».

È stata probabilmente una delle più dure prove della mia vita.

Dopo qualche mese l'anziana donna andò ad abitare presso un altro dei suoi figli, con una parrocchia (spero) “non neocatecumenale”.

Ma fin da quel giorno in cui le risposi “pericolosi”, cominciai ad interrogarmi (anche in confessione), se l'aver negato ad una donna la possibilità di vivere i suoi ultimi giorni in un'esperienza cristiana (sia pure squinternata e zeppa di errori) sia stato un modo per allontanarla dall'ultima opportunità della sua vita, o sia stato un modo per evitarle la perdizione.

Nella sua cultura semplice, nella sua mentalità, avrebbe potuto “camminare” un po', avrebbe avuto i sacramenti, avrebbe “ascoltato” (senza capire nient'altro che la foga oratoria del catechista di turno) le catechesi...

Il Signore avrebbe salvato Sodoma se vi avesse trovato anche un solo giusto; ed io, per quella donna, mi son permesso di negarle quella che era l'ultima possibilità di salvezza?

No, no, proprio no: le confessioni pubbliche? la Messa ridotta a messinscena? il tribalismo liturgico? il fondamentalismo protestante biblico? la deprecazione dei non-neocatecumenali? il disprezzo della storia della Chiesa? l'azzeramento della devozione alla Madonna?

Scelsi coscientemente di negarle quella “possibilità” (pensando alle confessioni pubbliche, alle liturgie straziate, al tribalismo fondamentalista...) pur non potendo indicarle un'altra strada.

Ritengo che i neocatecumenali, anche se in buona fede e per ignoranza innocente, siano su una cattiva strada e portino altri nella stessa cattiva strada. È mio compito, in quanto cattolico, fare tutto ciò che mi è possibile per la salvezza delle loro anime e delle anime che hanno la sventura di capitare a contatto con ambienti come il Cammino.


Armando (per gli amici: Tripudio)

>>continua a Pagina 2

 

Stigmatizziamo:

Uso improprio di simboli ebraici
La Cannukkià, il candelabro a 9 luci, simbolo della vittoria su Antioco IV Epifane, diventa... >>>

Stranezze liturgiche
scoperte anche dal Web
>>>

Appunti sulla mania dell'ebraismo del CNC
Chi aggiunge simboli esterni per "ravvivare" la forma religiosa crea "idolatria" >>>

Seminari del CNC
"Redemptoris Mater" 
Una seria minaccia per l'unità della Chiesa cattolica
>>>

Commenti sullo Statuto
da parte di Don Gino Conti >>>

Puntualizzazioni
sul RICA, sui catecumeni e il "neocatecumenato" >>>

Inflazione del volto di Kiko nelle immagini di Cristo
Abbiamo notato con sconcerto ed inquietudine, nei dipinti dell'iniziatore del Cammino. >>>

Sono a comunicarvi le decisioni del S. Padre...
Abbiamo inserito il testo della Lettera del card Arinze, comparato con le nostre osservazioni...>>>

Reazioni alla lettera
. Notazioni di un  nostro collaboratore >>>
. Notazioni ulteriori >>>

Kiko va dal Papa a lamentarsi...
Abbiamo inserito, con commento, il testo della discorso di Kiko, P.za S. Pietro, 3 giugno 2006 >>>

Eucaristia, senso del peccato...
Occorre conoscere le difformità dagli insegnamenti della Chiesa... >>>

Principali difformità
della dottrina del Cammino dagli insegnamenti della Chiesa, in sintesi >>>

Aspetti critici
Sebbene goda del favore di molti ecclesiastici, il Cammino presenta aspetti problematici in campo, dottrinale, liturgico e pastorale... >>>

Manipolazione mentale
nel Cammino NC?
Viene indotto l'affidamento totale, cieco al cammino abbandonando ogni resistenza; la razionalità e il pensiero logico vengono, a volte anche esplicitamente, condannati come idoli. >>>

Relazione psichiatrica 
Il Prof. Antonio Picano, psichiatra presso l'Ospedale S. Camillo di Roma... >>>

Gergo neocatecumenale
Nei culti totalitari, l'ideologia è interiorizzata come "la verità"... >>>

Giovanni Paolo II e la
croce rovesciata disegnata da Kiko...>>>

Tentativi di dialogo
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Per sdrammatizzare... «Cronache semiserie della pulce pellegrina»

Pagina inserita 13 luglio 2006 - Ultimo aggiornamento 23 febbraio 2008